visita alla centro di Alghero

visita alla centro di Alghero

palazzi, chiese, monumenti nell'antico borgo cittadino

La visita alla città può iniziare dalla centrale piazza Porta a Terra, posta idealmente a divisione tra quartieri vecchi e nuovi, dove l’ampia arcata gotica dell’omonima torre (o Torre del Portal o Porta Reyal) è oggi occupata dal monumento ai caduti. Nelle vicinanze si trovano i Giardini Pubblici, che accoglono la statua marmorea dello storico algherese Giuseppe Manno (1786-1868) realizzata da Pietro Canonica nel 1894. Continuando per via Sassari e via Mazzini, si giunge in largo S. Francesco, dove è la trecentesca Torre San Juan, e poi in piazza Sulis dove si ammira la più grande delle torri algheresi, Torre dell’Esperò Reyal (o dello Sperone) costruita nella prima metà del XVI sec. e nota anche come torre Sulis poiché vi fu rinchiuso per oltre vent'anni, a partire dal 1799, il rivoluzionario cagliaritano Vincenzo Sulis. Proseguendo il tracciato delle mura, si giunge alla Torre di S. Giacomo, di fronte alla chiesa di Nostra Signora del Carmelo, da cui prende il nome la retrostante viuzza de il Carrer del Carmen, antico borgo di pescatori; la chiesa costruita nel XVII sec. ha architettura tardo manieristica e si sviluppa longitudinalmente preceduta da un atrio che sorregge la cantoria e comprende cappelle laterali. Proseguendo per il lungomare Marco Polo, si arriva al Bastione del Mirador, il quale offre un’affascinante veduta su tutta la baia di Alghero, alla piccola Torre de la Polvaréra, fiancheggiata dall'ex convento di S. Chiara, e alla Torre di Sant'Elmo, ai piedi dei Bastioni di S. Barbara e Pigafetta, che apre la vista del porto, un tempo dominato dal forte della Maddalena (XVI sec.), di cui rimangono alcuni resti. Poco più avanti si apre la Porta a Mare (portal de la mar), dalla quale si accede in piazza Civica, che rappresenta il piccolo salotto cittadino, cornice ideale per incontri e manifestazioni culturali; su di essa si affacciano il Palazzo de Ferrera (sec. XVI), dapprima appartenuto alla famiglia D'Albis in stile gotico-catalano, e il palazzo Veguer (o del Vicario), posto tra gli sbocchi di via Carlo Alberto e via Maiorca. Sulla vicina piazza Duomo, si erge la Cattedrale di S. Maria edificata nel secondo ‘500, su precedente chiesa trecentesca, ma completata e consacrata solo nel 1730. In essa coesistono linee architettoniche riconducibili a diversi periodi di costruzione: iniziata secondo canoni gotico-catalano, riscontrabili nelle cinque cappelle che delimitano il presbiterio e inglobano la base dello splendido campanile, al quale si accede anche attraverso il piccolo portale, si passa allo stile tardo rinascimentale della navata centrale delimitata da colonne doriche e delle navate laterali. Le cappelle sono arricchite da altari lignei, opera di artigiani locali, e da altari marmorei, fra i quali quello del SS. Sacramento (1820), il primo a destra in marmo di Carrara; interessante anche il mausoleo marmoreo, posto accanto alla sagrestia, di Maurizio di Savoia Duca di Monferrato, e un crocifisso ligneo del Cinquecento conservato nella sagrestia. Nella seconda metà del secolo scorso all'antica facciata è stato addossato un pronao di stile neoclassico.
Imboccando via Principe Umberto, che attraversa da nord a sud il centro storico, si incontrano l'elegante edificio di Casa Doria (XVI sec.) con portale rinascimentale e finestre in stile gotico-catalano, il vicino palazzo della Curia, sede dell'archivio episcopale, Palazzo Machin, costruito dal vescovo algherese Ambrogio Machin per la sua famiglia nella prima metà del '600, ancora intatto nel suo aspetto originario con un bel portale rinascimentale e finestre in stile gotico-catalano, e il Teatro Civico che si riversa su piazza Vittorio Emanuele. Quest'ultimo, concepito secondo il gusto classicista, con platea, tre ordini di palchi e loggione, segue i modelli del teatro civico di Sassari e del teatro Margherita di Cagliari; secondo alcuni storici fu inaugurato il 15 ottobre 1862 con la rappresentazione dell'opera Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. I palchi, ornati da specchi, erano decorati con abbondanti dorature e un grande lampadario di bronzo pendeva al centro della volta dipinta. Palchi, balaustre e sedili erano foderati di velluto rosso amaranto. Il restauro, terminato pochi anni fa, ha conservato le caratteristiche del palcoscenico e della sala teatrale, badando in particolare al rispetto dell'acustico, notevole e ben studiata. In fondo alla via si trova la chiesa della Misericordia, edificata nel XVII sec., dove i lavori di restauro non hanno modificato le strutture architettoniche originarie, di cui il bel campanile in stile coloniale spagnolo; all'interno un prezioso Cristo in legno del sec. XVI e alcuni pregevoli quadri di scuola fiamminga. Nella vicina piazza Ginnasio si affaccia la imponente chiesa di S. Michele, in stile barocco iniziata nel 1612 grazie a un lascito di Gilbert Ferret, capitano algherese dell'esercito spagnolo per la fondazione dell'annesso collegio dei Gesuiti; all'estremità del transetto si possono ammirare due grandi altari di stucco, del 1678, e una bella cantoria in legno intagliato dorato. Dedicata al patrono della città, fu affidata alla fine del '500 ai Gesuiti che fondarono un collegio per l'insegnamento pubblico, e fu ricostruita in stile barocco nella seconda metà del '600; per lungo tempo uno dei principali centri della religiosità cittadina, dispone di un cospicuo patrimonio artistico con diverse opere pittoriche di buona fattura e di notevoli dimensioni, di cui due collocate nei due pregevoli altari di stucco del sec. XVII, all'estremità del transetto. Risalendo via Carlo Umberto (carrer Major) oltre alle vetrine dei numerosi negozi, si notano diversi palazzi patrizi, tra cui Palazzo Guillot, con portale seicentesco, e il complesso monumentale di S. Francesco, il complesso più antico ed originale di Alghero. La chiesa, risalente alla fine del 1300 ad opera dei francescani, non presenta uno stile uniforme poiché la sua definizione avvenne in epoche diverse. L’originario stile gotico-catalano subì importanti trasformazioni secondo i canoni rinascimentali nel 1593 a seguito di un parziale crollo dell’edificio: facciata, volta, navata centrale e cappelle laterali risalgono a quell'epoca. Il gotico salvatosi dal crollo lo si può, invece, ammirare nella volta che sovrasta l'altare maggiore, nelle cappelle che circondano il presbiterio e in quelle che si addossano alla facciata. Rappresentativo anche il gotico della cappella del SS. Sacramento e le linee della piccola cappella che sorregge la base del campanile costruito nella prima metà del secolo XVII. Di particolare valore artistico, sono il "paratore" della sacrestia, mobile intarsiato del 1600, e gli altari barocchi in legno delle cappelle laterali. Caratteristico anche il Chiostro, un vero gioiello d’arte romanica con elementi di originalità. A pianta quadrata, consta di 22 colonne, poste su basi poliedriche con sezioni circolari e poligonali, con fregi dei capitelli diversi ma allo stesso tempo ricorrenti. Particolarmente bella è la prima sala a destra, oggi adibita a mostre ed esposizioni, che comprende una piccola cappella gotica ricavata dalla base del campanile. Da via Carlo Alberto, si prende via Roma dove sorge palazzo Peretti che deteneva una bella loggia settecentesca, oggi murata.

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