Visita al Monte Baldo

Visita al Monte Baldo

raggiunge la quota massima con la Cima Valdritta (2.218 mt.)

E' una catena montuosa che costituisce un ponte tra la Pianura Padana e le Alpi vere e proprie. Si allunga da nord a sud per 37 km. e raggiunge la quota massima con la Cima Valdritta (2.218 mt.). Altre vette comunque superano i 2.000 metri: Punta Telegrafo, Cima Pozzette e Monte Altissimo.
Il suo nome deriva probabilmente dal termice celtico Bwald che vuoi dire selva e dal latino Mons: monte. Sembra infatti che siano stati i Romani i primi ad attraversare il Baldo lungo la "Via Placentia" di cui resta tuttora il toponimo di "Piasenza" a ridosso del Passo del Cerbiolo. Per la stessa via anche i Franchi raggiunsero la Pianura Padana e calarono dal nord gli eserciti di Carlo Magno e dei successivi imperatori del Sacro Romano Impero. La vecchia strada, di cui restano ancora lunghi tratti, fu in seguito abbandonata. Le truppe di Carlo V, prima di conquistare Roma, ne aprirono una più comoda denominata Via Imperiale. Grosso modo sullo stesso tracciato si snoda ora la Strada Provinciale n. 3 del Monte Baldo. Lungo la Via Imperiale passò nel 1702 l'armata francese del Vendome e nel 1796 quella di Napoleone. Tutta la parte settentrionale del Monte Baldo fu nel medioevo giurisdizione civile trentina e patrimonio ereditario dei Castelbarco. Dal 1411 al 1508 passò con tutta la Val Lagarina sotto il dominio di Venezia. Nel 1654 ritornò invece al ramo superstite dei Castelbarco. Dopo le guerre napoleoniche il Monte Baldo tornò all'Impero Austro-ungarico. Fu riscattato dall'Italia nel 1915. Teatro minore dei combattimenti della grande guerra conserva comunque molte opere militari: strade, gallerie, postazioni e trincee. Dal punto di vista naturalistico il Monte Baldo presenta aspetti e caratteri peculiari: dal Lago di Garda ,si passa in breve tratto agli oltre 2.000 metri, questo spiega la grande varietà floristica della zona. Agli ulivi ed oleandri del lago si susseguono via via verso l'alto querce, boschi misti di maggiociondolo, frassino, carpini e soprattutto faggi che in questo habitat ideale sono diventati esemplari di rara bellezza. In talune aree si estendono pure delle pinete e dai 1500 metri in su ampie zone di mughi e rododendri.
Vaste sono le aree prative anche se oggi il bosco ceduo, non più sfruttato sistematicamente come un tempo, si sta gradualmente espandendo.

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