Valli piacentine: Val Luretta

Valli piacentine: Val Luretta

compresa fra la Val Trebbia e laVal Tidone

Un quadro dove la campagna e i declivi sono ingentiliti dagli spazi verdi e dai geometrici tagli dei prati e delle vigne: in questa dolce valle, compresa fra la Val Trebbia e la Val Tidone, sono le pietre e i sassi di fiume a rappresentare le più importanti tessere del grande mosaico storico. Con splendide case rurali di pietra e con un diffuso sistema di castelli, la Val Luretta costituisce sicuramente un osservatorio privilegiato per comprendere l'evoluzione dell'architettura castrense e rurale del Piacentino. Fin dai tempi più antichi, la Val Luretta è stata infatti una importante terra di passaggio ed ancora oggi un loro considerevole numero di castelli e rocche caratterizza in maniera evidente e marcata il suo paesaggio.
Il centro più importante della valle è Agazzano, le cui origini risalgono ai tempi dell'occupazione romana. Qui s'impone una visita accurata al castello, uno dei più bei manieri della provincia piacentina, a lungo "corte" privilegiata della famiglia Scotti. Edificato per scopi difensivi alla metà del XIII secolo, fu trasformato nel Cinquecento in una elegante dimora signorile. E’ di questa epoca il cortile con loggiato a colonne con capitelli scudati. Tra le cose più notevoli dell'interno una sala con camino decorato con stemma e, nel salone d'ingresso, splendidi affreschi arborei. La chiesa parrocchiale è dedicata a Santa Maria Assunta ed ha al suo interno opere da vedere come la Vergine col Bambino e Sant'Antonio da Padova, oltre ad un organo moderno che è stato costruito riutilizzando parte del materiale di un organo Cavalli e di un Bassi.
Nei dintorni di Agazzano si ergono altri due suggestivi castelli: quello della Boffalora, ubicato tra i torrenti Luretta e Tidone, e quello della Bastardina.
Il primo, edificato su un'altura che domina la valle, è un complesso realizzato in sasso, a pianta rettangolare con torri angolari quadrate.
Di particolare interesse sono il mastio, le tre torri e il cortile con loggiato. All'interno sono conservati pregevoli soffitti i n legno a cassettoni. Il castello della Bastardina, edificato nel XVII secolo e circondato di un ampio giardino, è articolato secondo uno schema rettangolare, con torri angolari quadrate. Lo stemma dei Trissino da Lodi è effigiato tra gli incastri del ponte levatoio. Il castello dispone anche di un , prestigioso campo da golf a nove buche.
In questa valle si è accolti da piccoli borghi ove si intrecciano le emozioni di una plurisecolare vicenda storica: ecco allora Buriona di Cantone ove, all'interno di un complesso di case di campagna di eleva , una torre testimonianza di un maniero appartenuto agli Scotti da Mezzano, ma anche Grintorto con i resti di un fortilizio, testimone di cruente battaglie, e la chiesa di San Michele Arcangelo, dietro alla quale sono conservate due colonne con basa mento ornato dallo stemma degli Scotti. E poi ecco ancora Tavernago, ove è ubicata una villa ottocentesca, con il piccolo oratorio della Madonna del Portone, e Sarturano, anch'esso con i resti di un castello appartenuto alle famiglie Fulgosi ed Arcelli, così come dell'antico castello di Montebolzone, distrutto dalle truppe di Federico II nel 1243, resta un imponente torrione quadrato.
A Gazzola è possibile vedere il castello di origine trecentesca e la chiesa parrocchiale neoromanica di San Lorenzo a pianta ottagonale, costruita nel 1917 dall'architetto piacentino Camillo Guidotti, che conserva all'interno un'Assunta di Roberto de Longe. Questo paese ha anche una curiosità: qui vi è infatti un pozzo che, sulla base di un'antica tradizione, viene chiamato "barometrico" perchè, grazie al suono di una forte corrente, è in grado di "preannunciare" la pioggia. Nella chiesa di Castelletto, dei Santi Cosma e Damiano, vi è un dipinto del Seicento rappresentante i santi patroni.
Nel territorio comunale di Gazzola sono ubicati ben quattro castelli, tutti di pregevole fattura. Il primo incontro è con il maniero di Rezzanello, un'imponente costruzione del XIV secolo, a pianta trapezoidale con torri circolari, ubicato in una splendida posizione panoramica e circondato da un magnifico parco. Appartenuto al Monastero di San Savino, passò in mano a diverse proprietà che lo hanno sempre ben conservato. Nei primi anni del Novecento, il castello subì un intervento radicale su progetto dell'architetto Camillo Guidotti. Poco distante si può ammirare una chiesa neogotica costruita nella seconda metà del XIX secolo, commissionata dal conte Ferdinando Scotti.
La particolarità del castello di Lisignano è quella di avere un suggestivo ponte levatoio dotato di bolzoni in legno e catene che rievocano antiche atmosfere, mentre le acque del Luretta riempiono l'ampio fossato. All'interno vi è una bella loggia. Nel sotterraneo è costruita una prigione e la tradizione vuole che esista anche una galleria sotterranea per il collegamento con il castello di Agazzano. Eretto alla fine del Trecento dalla famiglia Arcelli passò di mano a diversi proprietari che la trasformarono nel corso dei secoli in residenza: del Settecento sono le sale, lo scalone il duplice portico. Il castello di Momeliano, di cui esistono attestazioni prima del Mille, presenta diversi particolari interessanti. A pianta quadrata, con torri angolari sporgenti, ha un bel cammino di ronda. La Torre di Momeliano, costruzione del Quattrocento, fu con ogni probabilità un avamposto del castello e in alcune lunette delle volte troviamo raffigurati stemmi di famiglie nobili piacenti ne. Ô interessante ricordare che in questa zona si trova la cava da cui vennero tratte le pietre per costruite il castello farnesiano di Piacenza. Il fortilizio di Monticello, edificato nel XIV secolo, a pianta quadrangolare, fu anche teatro di una violenta battaglia tra truppe nazifasciste e bande partigiane nel corso della seconda guerra mondiale. Vicino a questo castello, chiamato anticamente "di Cainfango", sorge una chiesa dedicata ai Santi Maria Maddalena e Santo Stefano. Nel territorio di Piozzano, che fu feudo dei conti di Lomello e dei Paveri, si conservano numerose testimonianze del periodo medioevale, a partire dal "Castel vecchio" del Comune, un glorioso castello che visse pagine di battaglie ed eroiche difese come quando, nel 1636, fu distrutto dalle truppe spagnole. A San Gabriele si può fare tappa per ammirare l'antica chiesa di San Giovanni Battista che conserva un'abside romanica. Così a Vidiano Soprano vi è un antico tempio religioso dedicato a San Cristoforo, edificato agli inizi del XIII secolo secondo il gusto romanico di scuola emiliana e lombarda. A Monteventano sono rimasti pochi ruderi (una torre circolare, i resti del ponte levatoio e l'oratorio) a testimoniare l'esistenza di un complesso maniero edificato attorno al Mille e distrutto nel 1164 in seguito alle incursioni dell'esercito di Federico Barbarossa. Le stesse truppe distrussero il castello di Montecanino, del quale rimangono oggi pochi resti. La Val Luretta presenta anche interessanti testimonianze dell'architettura rurale, come Bosonasco e Damessano, un borgo di case antiche con ciottoli e lastre di pietra.

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