Turismo in Val di Rabbi

Turismo in Val di Rabbi

nota per le terme ha tra i centri Pracorno, S. Bernardo, Ceresé

Seconda con valle solandra, separata dalla Val di Pejo dalla catena montuosa Cima Rossa-Vegaia-Tremenesca-Camucina, la Val di Rabbi è sicuramente tra gli ambienti più caratteristici della provincia. Dal punto di vista morfologico ha un evidente conformazione a "V" con fianchi boscosi e rocciosi, praterie sul fondovalle e frammentazione degli abitati. Durante il periodo antecedente al 1000, Rabbi fu considerata terra di nessuno poichè l'asprezza del suo territorio impediva la formazione di qualunque tipo di insediamento. La nascita di nuclei abitativi stabili iniziò attorno al Medioevo e fu caratterizzato dall'installarsi di piccole frazioni allungate, di forma compatta o sparse, situate sul versante soleggiato. La visione attuale che si ha della valle è il risultato di un sovrapporsi armonico dell'intervento dell'uomo sul sistema naturale. La formazione del comune autonomo è piuttosto recente poichè risale all'inizio del secolo scorso e il nome di Rabbi non trova indicazione in nessun ritrovamento cartaceo se non in uno del '400 in cui è citata in forma indiretta. La topomastica comunque ha una base prelatina (rova/rava) diventata, con il latino medievale, "rabius" da "rabidus", significante del carattere impetuoso del torrente che solca la valle.
Nell'800 Rabbi rappresentava una importante stazione di cura, grazie alla scoperta e allo sfruttamento delle acque termali e minerali, richiamando un forte turismo elitario. A tuttoggi il turismo in valle si basa ancora sulle risorse termali e soprattutto sulle pregevolezze che il territorio conserva in ogni suo anfratto.
Una ideale passeggiata alla scoperta dei principali centri abitati ha inizio da Pracorno, con vicino numerosi nuclei sparsi, S. Bernardo, a soli 3 km. più avanti, che assieme alla soprastante Ceresé forma l'insediamento di maggiore consistenza della valle; proseguendo si arriva a Piazzola a 1314 mt. di altitudine, il cui nome è diminutivo di piazza, una spianata dove la leggenda vuole convenissero le donne dei dintorni a pregare in direzione della campana di S. Bernardo; anche qui numerose sono le piccole frazioni collocate nelle immediate vicinanze. Da Piazzola, passando per Crespion e Pontara, si scende nel fondo valle arrivando a Bagni di Rabbi, a 1222 mt., dove la ricchezza delle acque formano le famose sorgenti minerali, facete parte, come quelle di Pejo, del gruppo delle "Acidule", poichè acidule-ferruginose che sgorgano da rocce scistocristalline. La loro particole mineralizzazione è con probabilità dovuta alla presenza di particelle di carbonato di ferro della faglia che attraversa le roccie scistose. Secondo alcuni documenti la scoperta delle sorgenti è successiva al 1660.

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