Tradizioni parmigiane: La sagra della Croce

Tradizioni parmigiane: La sagra della Croce

un appuntamento atteso

Le origini sono da collegarsi con l’Oratorio della Croce del 1666, alla festa partecipavano anche i Signori del luogo per compiere un’opera di carità.
Quanto mai ingegnosi i ragazzi di allora per guadagnarsi tre soldi da spendere in quell’occasione e l’impegno delle rezdore per esaltare i migliori piatti della cucina locale.
Questa sagra ha sempre avuto luogo a Collecchio, dove ogni anno veniva montata una grande giostra a cavalli, quasi leggendaria per la sua lunga storia, composta di migliaia di pezzi con cavalli di legno scolpiti e verniciati.
In certi anni coabitavano tre diverse feste danzanti con orchestre dai nomi prestigiosi e i suonatori giungevano a Collecchio a bordo di alcune carrozze trainate d cavalli nella serata del sabato antecedente la festa per entrare in paese a suon di musica. A loro si accodavano numerosi paesani e curiosi fino alla piazza per la suonata “d’invid” (d’invito). I suonatori disposti sotto il balcone di Bardiani attaccavano e d’improvviso subito si affacciava al balcone il clarinetto che trillava le note del “lesgnòl” (l’usignolo), accolto con applausi dal pubblico.
I più noti tipi di danza, per non dire gli unici che venivano eseguiti allora, erano la polca, il valzer e la mazurca. Al divertimento popolare si affiancava l’aspetto benefico con una pesca che per tradizione metteva in palio un capriolo.

Le cuoche si facevano onore esaltando le buone cose della cucina parmigiana concluse dalle tradizionali torte fatte con estro e buon gusto e cotte al forno di casa; già il crepitare della legna secca, il muoversi della fiamma rosso-dorata, era di per sé uno spettacolo unico, il profumo che usciva a fine cottura, anticipava il tono e la gioia della festa.

Ora quei forni già sfavillanti di lingue e irrequiete sono trascurati e addirittura sostituiti dai forni elettrici “senza fiamma e senza cuore” come scrive Anselmo Balbo, che non incantano più.

Col ritorno della Sagra della Croce, si realizza un grande affresco di vita paesana, composta di celebrazioni religiose, culturali e sportive. Come in passato i primi ad arrivare all’appuntamento sono i carrozzoni, le giostre, gli zoo, le bancarelle che allineandosi lungo i margini della strada fanno da argine a quel fiume di gente che si riversa da ogni parte nel delizioso paese precollinare.
Per i parmigiani quella della Croce resta una delle più allettanti e piacevoli sagre settembrine.

da www.turismo.parma.it

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