Tradizioni a Capitignano: la dote

Tradizioni a Capitignano: la dote

legato all'evento matrimoniale

"Due carri trainati da due buoi facevano parte del corteo nuziale; in uno c'era un comò di castagno, due comodini; questo carro andava avanti. Il corredo era composto da sei paia di lenzuola tessute alcune con la canapa al telaio, altre con il cotone, sempre al telaio; le sottovesti erano lavorate ai ferri. Quelle fatte al telaio si chiamavano "guarnelli" con i festoni a strisce; poi due o tre coperte di lana filate a mano e poi al telaio: le lane delle nostre pecore si filavano con il filarello e con il fuso, poi si tingevano con la corteccia dell'ornello, una pianta che si metteva a macerare; poi si usavano anche le noci. I due colori erano verde scuro per l'ornello e marrone per le noci. Si tingevano in casa. Si portavano anche calzette di lana, sei o otto paia per la donna e per il marito; una conca e il maniero. Si faceva il canestro con cinque filoni di pane, che li chiamavano "le cacchie". Prima di sposare, la sera avanti venivano a prendere la camicia alla casa dello sposo tutti i parenti più stretti della sposa, in corteo e mangiavano lì. La sposa doveva preparare la camicia del matrimonio per lo sposo e le camicie da notte alle cognate, secondo il numero che aveva, e alla suocera. Quando entravano la prima volta nella casa la madre dello sposo faceva la croce in una pagnotta; era un simbolo di protezione per la sposa. Il pane poi si dava per elemosina"

da www.comune.capitignano.aq.it

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