sorge sulle colline di Ponte a Signa

sorge sulle colline di Ponte a Signa

ospita un convitto per sacerdoti anziani

Il giardino all'italiana, con una insolita struttura a losanga, si affaccia sulla valle dell'Arno ed è meta ambita delle passeggiate dei fiorentini. Il giardino della villa, che anticamente apparteneva ai Pucci, deve la sua sistemazione attuale al tenore Enrico Caruso che acquistò il complesso nel 1911. La cinquecentesca villa di Bellosguardo, situata sulle colline di Ponte a Signa, deve il suo nome alla spettacolare posizione. Nel 1540 la proprietà fu acquistata dalla nobile famiglia dei Pucci, ma le travagliate vicende politiche che coinvolsero Pandolfo Pucci non permisero l'attuarsi d' interventi significativi fino al 1585, data in cui il colto e raffinato abate Alessandro decise di creare per sè e per i suoi ospiti un ritiro paradisiaco adatto alla meditazione religiosa ed alle brame di meraviglia di cui ardeva la società cortigiana. Collezionista e protettore di giovani artisti, egli incaricò l'architetto e antiquario fiorentino Giovanni Antonio Dosio di trasformare la casa padronale ed i suoi annessi poderi in un raffinato parco di delizie naturali e artificiali. La facciata, le volte e le stanze della dimora furono affrescate dal pittore Giovanni Balducci assecondando il gusto e l'estetica di Francesco I. Oggi lo spirito tardorinascimentale di villa Pucci sopravvive solo nel giardino, la cui decorazione statuaria si protrasse per molti decenni: le sculture di animali eseguite da Romolo del Tadda, coinvolto in quegli anni anche nella realizzazione del parco di Boboli, furono arricchite infatti dagli interventi degli eredi. Morto improvvisamente l'abate Alessandro, la villa venne ereditata da prima dal fratello Roberto; in seguito, mancando eredi diretti, essa passò ad un altro ramo della famiglia Pucci e sebbene spogliata dei bellissimi arredi per questioni ereditarie, il Balì Giulio Pucci ne continuò l'abbellimento del giardino arricchendolo di statue ispirate ai racconti mitologici e alle forze della natura. Alla fine dell'800 la villa venne acquistata dalla famiglia Campi e nel 1906 passò di proprietà del famoso tenore Enrico Caruso. Uno dei suoi biografi racconta che l'acquisto avvenne in seguito a una passeggiata in compagnia dell'innamorata Ada Giachetti, quando entrambi rimasero colpiti dal magnifico panorama e dal monumentale e scenografico parco. Caruso si avvalse dell'opera dell'architetto Vittorio Sabatini, che rese simmetrici i corpi dei due edifici preesistenti, e impiegò nei lavori gli abitanti di Lastra, che donarono al tenore la colonna in pietra tutt'oggi visibile, in segno di ringraziamento per aver contribuito così a risollevare l'economia locale. Concepita come luogo di riposo e di recupero degli affetti familiari, la villa fu arredata fastosamente e arricchita da mobili sontuosi e pregiati, come il famoso presepe napoletano; il giardino venne scomposto e riassettato in guisa d'uno scenario teatrale. Alla sua morte, seguita nel 1919, la proprietà passò da prima al figlio Rodolfo e al fratello Giovanni, poi all'ingegner Blanchi. Acquistata dal conte de Micheli, che s'impegnò a restituire al giardino il suo aspetto rinascimentale, la villa fu ceduta alla famiglia Gucci nel 1990 e riacquistata dal comune di Lastra a Signa nel 1995.

via di Bellosguardo
tel. 055 8721783
ingresso:
dal 1/04 al 30/09
feriali ore 16.00 - 20.00; festivi ore 9.00 - 20.00;
dal 1/10 al 31/03
feriali ore 15.00 - 18.00;
festivi ore 9.00 - 12.00, 15.00 - 18.00
biglietto: Ingresso gratuito

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