Piancastagnaio e la Sagra della Castagna

Piancastagnaio e la Sagra della Castagna

in località Tre Case “il leccio di San Francesco” nominato pianta monumentale

Attestato come sede di un castello dalla fine del XII secolo, la località deve il suo nome alla presenza di imponenti castagni nel pianoro a monte del paese. E i castagni, anche se sacrificati dal recente sviluppo urbanistico, sono ancora una presenza significativa nei numerosi parchi che si aprono tra le abitazioni. I frutti di questo albero sono i protagonisti di una delle feste di maggior richiamo del paese: la Sagra della Castagna. L’ultima domenica di Ottobre e la prima di Novembre si svolge questa manifestazione gastronomica di piatti tipici della tradizione locale e, soprattutto, di specialitè a base di castagne chiamate con i loro nomi tradizionali. Si va dai suggioli della nonna (castagne lessate con la buccia o senza), alle crastate (caldarroste), alle brodolose (prima arrostite e poi lessate), al castagnaccio con i pinoli.
Non solo l’Autunno, ma ogni stagione dell’anno, è scandita nel paese da una festa tradizionale all’insegna del folclore e del divertimento. Nella notte del 5 Gennaio si svolge la “befanata” durante le quale gruppi di uomini si recano nei poderi e nei paesi intonando un canto di questua; sono i “befanotti”, vestiti con abiti vecchi e con il volto sporco di fuliggine. Il testo del canto descrive il personaggio della befana, dispensatrice di regali a tutti, e si conclude con la richiesta di offerte. I beni raccolti, abitualmente generi alimentari, vengono consumati in un pasto comune tra i befanotti o venduti per dividerne il ricavato. Durante la Festa dell’albero di Maggio invece, viene innalzato un albero a cui si tagliano i rami, esclusi quelli della cima, la corteccia, e a cui viene legata una bandiera rossa. Intorno ad esso, che rimane in piazza tutto il mese, gli uomini si ritrovano a cantare.
Si fa risalire al 1848, a quando cioè un frate carmelitano propose di istituire una festa in onore della Madonna di San Pietro, la tradizione del Palio che si corre il 18 Agosto.
I cavalli sono montati a pelo e le quattro contrade del paese si contendono il “cencio”, il drappo dipinto dato in premio al vincitore. I rappresentanti delle contrade sfilano in costume per le vie del paese il 17 sera, per la processione, ed il 18 pomeriggio prima della competizione. Di un certo interesse è l’aspetto naturalistico del territorio di Piancastagnaio, il cui comune si estende sulle pendici della montagna fino alla valle del fiume Paglia.
Oltre ai castagni, altra presenza naturalistica è il biotipo del “Pigellato”, l’abete bianco che testimonia quale doveva essere l’habitat naturale dell’Amiata in età preistorica. Gioiello del territorio, in località Tre Case, è “il leccio di San Francesco”, uno dei più grandi d’Italia e catalogato come pianta monumentale.

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