Piacenza Calcio: Cacia: la stagione verità

Piacenza Calcio: Cacia: la stagione verità

Il bomber sembra riproporre la tradizione dei grandi attaccanti che hanno fatto la storia del Piacenza

Con un pò di ritardo sulla tabella di marcia che gli si poteva pronosticare ai tempi della Primavera, quando era stato in grado di emulare le gesta dei suoi più illustri predecessori, da Pippo a Simone Inzaghi e ancora ad Alberto Gilardino, Daniele Cacia sta ponendosi all'attenzione generale con fare da consumato protagonista nel torneo cadetto, lui che la serie B l'aveva precedentemente soltanto sfiorata, con tanto di giudizio rimasto sospeso nell'aria in mancanza di prove a sufficienza per promuoverlo o bocciarlo. L'impressione, ma non solo quella, è che stia nascendo una nuova stella nel firmamento della storia del calcio biancorosso e del panorama nazionale in generale. Il ragazzo di Calabria, centravanti, classe 1983, si sta facendo largo a suon di buone, se non ottime prestazioni, dando prova, in diversi frangenti, di poter fare reparto offensivo da se e, ciliegina sulla torta, realizzando gol pesanti per la causa della società che lo ha adottato alle soglie dell'età da Primavera, prelevandolo (al pari del centrocampista Panepinto) dalla Gabetto di Torino. Gli fa difetto ancora, e la cosa è del tutto naturale, quel pò di malizia che si può apprendere soltanto giocando con continuità ad alti livelli. Questione di maturità ed esperienza da rifinire, come la freddezza in fase conclusiva che non è ancora pari al suo gran fiuto del gol. Sottigliezze, per dirla com'è, in rapporto agli enormi progressi che ne stanno caratterizzando le gesta e che hanno ripreso spunto dalla determinante parentesi che lo ha visto gran protagonista, nella seconda parte della trascorsa stagione, nelle file della Pistoiese di mister Tedino, in C1 , dove il Piacenza lo aveva parcheggiato nel riuscitissimo tentativo di riconferirgli la massima consapevolezza nei suoi grandi mezzi. In questo senso ha ripercorso le piste di Simone Inzaghi, che dopo tanto peregrinare a vuoto colse finalmente l'attimo agli ordini di Giancarlo D'Astoli, nel Brescello, per poi ripresentarsi a Piacenza col fare più propizio spiccando in seguito il volo verso la Lazio.
La storia di Daniele Cacia, per la verità, si differenzia da quella di Inzaghi junior poiché è stata la sorte avversa, sotto forma della frattura scomposta alla tibia lamentata tre anni fa all'alba della sua prima esperienza fuori porta, cioè alla Ternana, a ritardarne la definitiva esplosione in ambito professionistico. Il centravanti biancorosso, al tempo, aveva già posati su di se gli occhi molto interessati della Juventus, cui non erano passate inosservate le sue brillanti gesta nella Primavera, attraverso le quali Cacia aveva pure provato la soddisfazione di diverse convocazioni nelle rappresentative giovanili azzurre. Era, insomma, sulla rampa di lancio, ma quell'infortunio lo costrinse, di fatto, a restare a bordo campo per una intera stagione, visto che pure dopo essersi ripreso ed aver cambiato indirizzo, accasandosi alla Spal, non riuscì a ritrovare la condizione necessaria per esprimersi in maniera sufficientemente plausibile. Tornato alla base, poi, pagò inevitabilmente l'anno di stop forzato, tanto più perché nelle rare occasioni in cui Gigi Cagni lo chiamò in causa non seppe rispondere all'appello in maniera conveniente.
Smarrita la convinzione, gli era però rimasta la stoffa e grazie alla fiducia della società, alle pacche sulle spalle e ai bonari rimbrotti dei dirigenti (in primo luogo Totò De Vitis) che in lui hanno sempre creduto ciecamente, il ragazzo di Calabria si È gradatamente ritrovato. L'anno scorso, però, con davanti due attaccanti del calibro di Seghetto e Pepe, non c'era granchè spazio in biancorosso per mettersi in luce e dimostrare che era finito il tempo del "dietro le quinte". Così, col pieno avallo di Seppe Iachini, via a temprarsi ancora un po' il carattere, e soprattutto a giocare con continuità, sui campi di C1, con la consapevolezza di lasciare temporaneamente il Piacenza, per un arrivederci a presto. Così, a coronamento di una storia già felice anche se solo abbozzata, gli 8 gol e le ottime prestazioni di Pistoia hanno fatto soltanto da preludio ad una attualità che lo vede protagonista di primissimo piano in serie B, per di più in costante progresso. Rimanendo coi piedi ben ancorati a terra il futuro è tutto dalla sua. Ha forza atletica, rapidità, furbizia, senso del gol, tecnica e sale in zucca per arrivare lontano. Griffando qualcosa di molto importante, innanzitutto, per la causa del Piacenza.

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Daniele Cacia bomber del Piacenza Calcio campionato 2005/6
Daniele Cacia bomber del Piacenza Calcio campionato 2005/6

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