Museo nazionale Ridola-Matera

Museo nazionale Ridola-Matera

in costante evoluzione poichè continui sono i rinvenimenti

Il medico Ridola cominciò a condurre scavi e ricerche sin dal 1872; i reperti vennero sistemati nel Convento di S. Chiara ('600) che è ancora il nucleo principale dell'attuale museo ampliato in seguito. Il museo è sempre in evoluzione perché frequenti sono le campagne di scavo, i rinvenimenti casuali o le donazioni. Il criterio espositivo segue la cronologia e la topografia, con chiaro riferimento ai centri indigeni poi ellenizzati.
Nella Sala della preistoria è presente il Paleolitico con gli utensili litici, e il Neolitico con il racconto della fine della vita di caccia. L'uomo muta progressivamente le sue abitudini, diventa più sedentario, alleva animali e si dedica all'agricoltura: il rinnovamento più notevole è rappresentato però dalla fabbricazione della ceramica, tra cui spiccano quella “graffita” e quella di serra d'Alto, a spirale. Si sviluppano naturalmente anche le abitazioni, capanne ovali o circolari e le grotte (Pipistrelli e Funeraria, presso Matera) legate a motivi di culto. Si crea la vita associativa, riscontrabile anche nelle tombe: il sepolcreto di Timmari è uno dei primi d'Italia. Nella Sala Materano vi è un ricco apparato dei materiali trovati nelle necropoli: ceramiche indigene geometriche, corredi, grande stipe votiva scoperta da Ridola a Timmari nel 1929. È impossibile privilegiare qualcosa ma, se obbligati, diremmo che questa rappresenta uno dei più cospicui rinvenimenti italiani databili al VI secolo e seguenti. Busti, ex voto, statue, monete, gioielli di rara eleganza. Nella Sala Valle del Sradano si presenta una regione favorita negli scambi culturali ed economici proprio dal fatto di essere percorsa dal fiume. La presenza indigena (dalla prima Età del Ferro) è riscontrabile proprio attraverso i crateri, le olle, le antefisse, i vasi attici, i gioielli (persino un curioso xilofono).
Nella Sala Valle Basente è ancora il fiume a fare da protagonista. Si trovano testimonianze dei paesi-sentinella alti sul Basento: Pisticci, Ferrandina, Pomarico, Garaguso, Tricarico. Bellissimi i vasi protoitalioti a figure rosse, detti del "Pittore di Pisticci". Di Garaguso è la ricca stipe votiva: il tempietto marmoreo con divinità si trova al Museo di Potenza. Interessanti le iscrizioni di Tricarico: le fortificazioni della Civita hanno caratteri greci mentre il tempietto dell'Acropoli ha tegole con lettere osche. La Sala Ridola è il compendio di tutto, dato che raccoglie la documentazione dell'attività di Domenico Ridola, medico, senatore, archeologo.

Matera - Via Ridola, 24
Tel. 0835 310058 – Fax 0835 310058
Apertura: tutti i giorni, dalle 09:00 alle 20:00, Lunedì dalle 14:00 alle 20:00
Chiusura: Lunedì mattina, Natale e Capodanno
Sono visitabili i siti archeologici di Timmari, Murgia Timone e
Murgecchia nelle vicinanze di Matera
Ingresso: € 2,50 intero - € 1,25 ridotto

da www.aptbasilicata.it

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