Musei e aree archeologiche nel Ravennate

Musei e aree archeologiche nel Ravennate

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Il Museo Nazionale ospita materiali provenienti dalla Collezione Classense e materiali di recente rinvenimento ed acquisto. Di recente sono state create nuove sale per l’esposizione di nuovi rinvenimenti archeologici prevalentemente di epoca bizantina. Nel Museo trovano spazio ricche collezioni di stele funerarie romane, di sculture bizantine e romane, di maioliche, di stoffe e di armi; situata in un altro ambiente del Museo vi è anche una cospicua raccolta di monete e medaglie. Il Museo Nazionale ospita, inoltre, mostre e manifestazioni per promuovere e far conoscere al pubblico non solo locale, ma anche di tutto il mondo la bellezza e la ricchezza dei tesori d’arte appartenenti all’epoca bizantina.

Ravenna - Museo Arcivescovile

Al suo interno sono conservati quasi ed esclusivamenti lapidei, provenienti per la maggior parte dai complessi ecclesiali di Ravenna e di Classe. Il pezzo più importante e prestigioso conservato all’interno del Museo risalente pare alla metà del VI sec., è la cattedra in avorio scolpito dell’arcivescovo Massimiano. Parte del Museo è anche la Cappella di Sant’Andrea, ricca di mosaici parietali datati dagli esperti intorno al V sec..

Ravenna - Palazzo di Teodorico

In una struttura a due piani, identificata come la facciata della chiesa altomedioevale di San Salvatore ai Cachi, sono esposti lacerti musivi in gran parte provenienti dallo scavo di un edificio tardoantico identificato come palazzo del re Teodorico, che in ogni caso era situato in quella zona. I ritrovamenti sono per la maggior parte mosaici policromi e figurati che ritraggono scene di caccia, nonchè raffinati motivi geometrici e floreali.

Brisighella - Resti di edificio romano

L’edificio, situato in località Strada Casale, fu soggetto di numerose incertezze per determinare la sua funzione nel passato, è stato identificato come villa rustica ed anche come mansio, cioè luogo di sosta e riposo per i viaggiatori.La costruzione sorgeva nelle vicinanze di un’importante via di comunicazione che collegava Faenza a Firenze, questa strada si presume sia stata tracciata attorno alla prima metà del II secolo a.C. e viene anche nominata nell’ Itinerarium Antonini (III secolo d.C).


Faenza loc. Persolino - Area archeologica

La struttura di epoca tardo umbra che è possibile vedere in questa zona ha forma quadrata ed è costituita da ciotoli e incassi per travature. Il ritrovamento è però coperto da altri resti di una villa rustica di epoca romana con un portico a pilastri.

Lugo di Romagna - scavi archeologici

Gli scavi archeologici, individuati nel 1982, si trovano a 14 metri di profondità all’interno della cava d’argilla della Fornace Gattelli. Grazie agli scavi è stato possibile riportare alla luce un grande insediamento, probabilmente databile attorno alla seconda metà del V millennio a.C., dunque dell’antica epoca Neolitica. Nel 1984, un’indagine sistematica tuttora in corso ha permesso di stabilire che il villaggio fu abbandonato a causa di un incendio e che fu, in pochissimo tempo, sepolto da spesse coltri di detriti alluvionali che hanno consentito il suo mantenimento fino ai giorni nostri senza causare rilevanti distruzioni. E’ stato possibile, grazie agli scavi, riportare alla luce numerose strutture insediative; tra le principali ritrovate, particolare importanza hanno un sistema di recinzione formato da una palizzata, un piccolo fossato e un argine poco rilevato, questi ultimi posti in evidente relazione funzionale, indagati per una lunghezza di 45 mt. e caratterizzati da un’interruzione che va chiaramente interpretata come ingresso al villaggio. Sono state ritrovate inoltre alcune grandi buche destinate, si presume, all’estrazione ed in seguito alla decantazione dell’argilla e inoltre utilizzate anche come luogo per la raccolta dei rifiuti. Di particolare importanza è anche una struttura abitativa rettangolare dotata di strutture particolarmente interessanti e per le quali sono ancora in corso degli scavi. L’insediamento è stato attribuito alla cultura di Fiorano, grazie alle spiccate caratteristiche tipiche dei numerosi reperti ceramici e litici ritrovati nella zona.

Russi - Complesso di Villa Romana

La Villa Romana di Russi, individuata attorno agli anni ‘30 e poi scavata negli anni ‘50, è il più importante complesso emiliano per la conoscenza delle strutture rustiche. Il complesso è databile dal I secolo a.C. al III d.C. e comprende il settore padronale, con interessanti e raffinati mosaici bianconeri ed un cortile con colonne stuccate in rosso, il settore agricolo con l’abitazione del fattore, anch’essa decorata con mosaici, impianti produttivi, cucina e magazzini. L’edificio principale è di forma rettangolare e completamente circondato da portici ed è articolato attorno a cortili porticati.

Bagnacavallo - Antiquarium comunale

L’esposizione mette in mostra reperti provenienti da una villa rustica della zona, comprendente anche una serie di cippi di epoca romana repubblicana, da un probabile santuario delle ninfe.

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