Monteleone Rocca Doria

Monteleone Rocca Doria

su un colle calcareo si specchia nel lago Temo

Il territorio del comune di Monteleone si raccoglie attorno al lago dell'alto Temo, situato su un colle calcareo alto 421 metri. Il paese vanta origini antichissime e fu insediato da diverse civiltà (romana, cartaginese, ecc.). Fu soprattutto nel periodo feudale, in pieno Medioevo, che il paese raggiunse il suo massimo splendore fino a diventare il centro più importante di una regione denominata Nurcara, che si estendeva per tutte le valli e i monti dell'alto e medio corso del fiume Temo. Nel XII sec. i Doria decisero di fortificare quell’altura oggi chiamata Su Monte: la scelsero per la sua posizione geografica al centro della Nurcara che rendeva possibili collegamenti con Alghero, Bosa, Sassari e per la sua inespugnabilità, in quanto quasi totalmente circondata da pareti a picco. E’ probabile che vi fosse un nuraghe nella sommità del monte, per quanto non ne rimanga traccia, le rovine possono essere state inglobate in costruzioni successive dato che la zona è ricca di nuraghi e lo era ancor più in tempi remoti. Molti studiosi non escludono che il nome del monte in origine fu quello di "Su Monte de Nurcar”.Attiguo al castello, sorse poi un villaggio a cui fu dato il nome di Monteleone, per ricordare un omonima fortezza del 1273 situata nei pressi di Genova. Il nuovo insediamento divenne un centro prospero, dove venne istituita l’unica scuola sarda totalmente laica, indipendente dalle gerarchie ecclesiastiche. La famiglia Doria governò per circa tre secoli il Logudoro e l’Anglona, entrando in contrasto con altre famiglie sarde, pisane e genovesi presenti nei territori vicini. L’epilogo di queste contese avviene nel 1436 quando la rocca fu assediata dai soldati sassaresi, algheresi e bosani, radendo al suolo il paese, imponendo la pena di morte a chiunque avesse tentato la ricostruzione. Vennero salvate solo due chiese, la cappella dei Doria e Sant’Antonio. Una leggenda vuole che molti Monteleonesi rimasero uccisi e quelli sfuggiti trovarono rifugio nella vicina Villanova, la quale, da quel momento aggiunse al suo nome anche quello del vicino borgo. Circa un secolo dopo Carlo V diede il permesso di far rivivere Monteleone. Interessanti le zone archeologiche presenti nei dintorni. Tra i siti più significativi emergono: Nuraghe Funtana Calvia, Nuraghe Su Nie, Nuraghe Mannu, Nuraghe Badde Janna. Il centro di Sa Tanca 'e Sa Mura, attualmente sommerso dalle acque del Temo, dalle quali emerge nei periodi di secca, rappresenta l'unico impianto punico abitato rinvenuto nel nord Sardegna e uno dei pochissimi in tutto il Mediterraneo.

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