Lungo il Po: San Rocco al Porto

Lungo il Po: San Rocco al Porto

confine con Piacenza dalla quale è separata dal corso del fiume

Con una superficie di oltre 30 Km2, è uno dei comuni territorialmente più vasti dell'intera provincia lodigiana, di qui San Rocco al Porto fa parte. Come tante altre realtà locali, il paese è nato dall'aggregazione di comuni soppressi in epoca napoleonica e piemontese. Posto sulla sponda lombarda del fiume Po, e quindi soggetto a periodiche alluvioni, questo comune ha accumulato nel corso dei secoli una considerevole quantità di terreno. Notevolmente importante è stata la vicinanza con la città di Piacenza che ha sempre fatto sentire la sua influenza diretta, anche perchè per secoli San Rocco fu piacentina a tutti gli effetti. Fu infatti Napoleone a decidere in maniera definitiva l'aggragazione di San Rocco alla Repubblica Cisalpina, e quindi al lodigiano. Con il Congresso di Vienna, il paese divenne zona di confine tra il Lombardo-Veneto e il Ducato di Parma e Piacenza; fu così munito di dogana, di ricevitoria e di gendarmeria, poste in zona nota come Cà Rossa. Liberato nel 1859 insieme al resto della Lombardia, venne fortificato per volere di Vittorio Emanuele II con un terrapieno ed un fossato, a protezione della città di Piacenza. Successivamente, fra il 1880 ed il 1890, fu innalzato un nuovo argine. più alto. su cui sorge oggi la Via Emilia. La costante attenzione allo sviluppo edilizio e gli interventi in tal senso compiuti nell'ultimo decennio, hanno garantito al comune il contenimento demografico, mentre dal punto di vista urbanistico il paese si rivela ben organizzato, curato sia dal punto di vista della dislocazione sia dal punto di vista estetico, grazie anche al recente restauro di numerose abitazioni. La caratteristica di maggior rilievo di San Rocco rimane tuttavia la posizione geografica; si trova infatti fra il casello autostradale di Guardamiglio (Piacenza nord) e la città di Piacenza, condizione che in questi ultimi anni ha consentito al paese di espandersi in una grande area produttiva, riducendo così al minimo il pendolarismo. Tale zona è anzi ricettiva nel quadro lavoro, offrendo occupazione anche a cittadini piacentini. Il piano regolatore, già approvato dalla Regione, prevede il recupero delle cascine da mezzo secolo abbandonate e la possibilità di realizzare nuove costruzioni. Il discorso relativo ai restauri, al potenziamento e alla miglioria delle strutture fa riferimento anche alle autorità comunali, almeno per quanto riguarda il complesso municipale e la piazza; un esempio di ideologia mirante alla crescita sociale, in un'era contemporanea fondata sul progresso.

Comune di San Rocco Al Porto


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