Località del Trentino: Mori

Località del Trentino: Mori

grossa borgata di origini antichissime

E' una grossa borgata di origini antichissime ricordata per la prima volta nell'845. Fu uno dei Quattro Vicariati e conobbe una certa ricchezza commerciale con la lavorazione e l'esportazione dei marmi, la tabacchicoltura e l'industria della seta. Vi si formò una borghesia rurale e mercantile, talvolta con blasone di nobiltà, che stimolò una certa attività culturale con l'istituzione di una tipografia e soprattutto con la costruzione di un teatro, a due ordini di palchi e loggione, che fu praticamente il primo del Trentino. Il benessere portò con sè la riforma edilizia ancora ravvisabile, lungo l'intero tracciato dell' ex Via Imperiale, in edifici adorni di ammirevoli portali. Fu fortemente danneggiata nel corso della prima guerra mondiale e durante la seconda vi fu stabilito il comando supremo di un gruppo dell' armata germanica.
Attualmente è un centro agricolo, industriale e artigianale di una certa importanza, noto per il suo vino (Merlot, Marzemino, Casteller e Cabernet) e dotato di una moderna cantina sociale.
Vi sono poi frantoi e segherie per la lavorazione di marmi pregiati anche se è in aumento il fenomeno dei pendolari verso la zona industriale di Rovereto.
La pieve di S. Stefano è la chiesa arcipretale di Mori ed è contraddistinta da potenti contrafforti esterni. Ha un bel pronao e un alto campanile a cuspide di cotto con due ordini di bifore romaniche. E' ricordata per la prima volta nel 1180 ma subì ampliamenti nel secolo XVIII e nel 1873. Il presbiterio conserva due portali cinquecenteschi del precedente edificio. L'interno è ad una navata ornata di stucchi e decorazioni e conserva altari di marmo e pale absidali. Sul lato sud-ovest del Piazzale di Santo Stefano sorge la chiesa barocca della Confraternita del SS. Sacramento eretta nel 1708. L'aula è quadrangolare, adornata da quattro statue in nicchia ed ha una volta ovoidale con stucchi e dipinti.
Conserva altari in marmo e una pala del XVIII secolo. Il centro storico, caratterizzato da un' edilizia rustico-signorile, è interessante soprattutto per Via Teatro, degna di nota per la disposizione urbanistica e per gli edifici che la fiancheggiano. Vi si trovano Casa Gelmini sovrastata da una torricella e adornata da due portali settecenteschi bugnati, e Palazzo Salvadori con un' elegante corte selciata e portico con loggia che conserva dipinti murali settecenteschi.
Il nucleo più antico del paese è Mori Vecchio, un caratteristico borgo con stradette fiancheggiate da case della tradizione contadina dalle belle corti e dai leggiadri ballatoi. Sulla piazza si erge il campanile romanico con bifore e cuspide di cotto; l'antichissima chiesa, costruita su di un tempio pagano, fu distrutta da un alluvione e ricostruita nelle forme attuali nel 1904. Sulla piazza si affaccia anche il settecentesco Palazzo Salvotti che ha un bel portale stemmato. In fondo a Via S. Giovanni, invece, si trova la Casa Dal Rì di forme settecentesche con rinnovamenti del 1823.
Oltre Piazza S. Maria in Bindis è visibile Casa Borghesi con una bella corte e ballatoi. In Piazza Cà de l'ora c'è il complesso delle Case Bianchi, che presentano elementi medievali. La prima corte è lastricata con larghe pietre ed ha grandi archi che reggono un loggiato settecentesco e alcune porte cinquecentesche.
Nei dintorni di Mori, a 20 minuti di mulattiera da Mori Vecchio, una rustica scalinata porta sul sagrato della chiesa della Madonna di Monte Albano edificata nel 1567. Ha un campanile a cuspide di cotto e, all'interno, conserva tre tele di buona fattura del XVII secolo.
Nei pressi del santuario si trovano i ruderi del castello di Albano distrutto dai Veneziani nel 1439. In territorio di Mori, sulla sommità del Dos, sorge anche la chiesa di S. Biagio. E' un edificio dell' XI secolo con un campanile con bifore romaniche e cuspide di cotto. A sud di Mori Vecchio sono ancora visibili i resti di Castel Corno. Sono rimasti solo pochi robusti muri medievali a pianta quadrangolare costruiti nel secolo XII su di un macigno di frana.

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