Le Terre del Magnifico

Le Terre del Magnifico

tra le province di Piacenza e Parma

Tutti conoscono la Via Emilia, aperta nel 187 d.C. da Emilio Lepido, tutti conoscono il Po, il più grande fiume d'Italia, che esiste dalla notte dei tempi. Ma non tutti sanno che tra queste due grandi vie, l'una di terra e l'altra di acqua, esiste un territorio che fino alla fine del 1500 era lo Stato dei Pallavicino. Oggi queste terre sono chiamate "Le Terre del Magnifico" e comprendono: Cortemaggiore, Villanova sull' Arda, Besenzone, S. Pietro in Cerro, Fiorenzuola d' Arda, Castelvetro Piacentino, Monticelli d'Ongina, Busseto, Fidenza, Polesine Parmense, Zibello e Roccabianca. Il viaggio inizia da Castione Marche, Fidenza, e dalla sua Abbazia, fondata da Adalberto I Pallavicino, le c ceneri qui riposano. Adalberto comanda le cavallerie di Ottone I e nel 960 scende in Italia e, piacendogli molto il sito di Lombardia, acquista terre e castella ai confini delle tre città, cioè di Parma, Piacenza e Cremona facendosi investire dall'Imperatore dei territori del Comitato Aucense che ha per centro Curtis Maior, Cortemaggiore, futura capitale del Stato Pallavicino. Non restano vestigia dell'epoca di Adalberto a Cortemaggiore, salvo un pilastro ottagonale incorporato nel palazzo bramantesco costruito da Rolando II. In questa città, costruita secondo i dettami della "città ideale" di Leon Battista Alberti, gli spazi sono straordinariamente vasti: Cortemaggiore stessa diventa un'unica reggia quattrocentesca dalle pareti enormemente dilatate, in cui ogni chiesa, ogni palazzo, ogni strada si fa elemento sostanziale del disegno stesso, armonizzando appieno con tutti gli altri, in un equilibrio formale di spazi e di volumi che solo l'ingegno di Maffeo da Como, architetto del castello Sforzesco di Milano, poteva creare, rispondendo al desiderio di Giovanni Lodovico Pallavicino che volle una città più bella e ricca della Busseto che aveva dovuto forzosamente lasciare, ricostruendo quella che era stata la fortezza del suo avo più famoso: Oberto il Grande, vicario dell'imperatore Federico II. Nella cappella Pallavicino del Monastero francescano lascia altissima testimonianza del suo genio il Pordenone; il trionfo Palladio del mausoleo Pallavicino rispecchia gli studi di Leonardo da Vinci per la "Battaglia di Anghiari", nella Collegiata di Cortemaggiore Giuseppe Verdi trovò ispirazione per uno dei suoi cori più famosi nel dipinto di Francesco Scaramuzza "La Vergine degli Angeli". La prossima tappa è a Busseto, non senza passare per Besenzone dove, immersi nel verde della campagna, in questa pianura a perdita d'occhio, diamo uno sguardo al palazzo Swich di Bersano, alla bella chiesa baroccheggiante ed alla canonica al termine di un lungo, verde viale di tigli. Busseto è la prima capitale dello Stato Pallavicino del 1400, è città pallavicina per eccellenza, con i suoi portici antichi, le case con cornici in cotto, i torrioni ornati di greche e beccatelli, la bella Collegiata di S, Bartolomeo, su cui campeggia l'epigrafe in ricordo dell'incontro fra Paolo III e Carlo V, dall'interno di ampio respiro barocco. Ma Busseto è prima di tutto, la città di Giuseppe Verdi, così, con brevissima digressione, ci rechiamo a Roncole Verdi, appunto, frazione di Busseto dove il Maestro nacque nella casa-osteria in piazza. E già ritorniamo a Busseto, in Piazza Verdi dove proprio il Maestro ci guarda dall'alto del suo piedistallo; alle sue spalle la Rocca Pallavicina, con le sue torri merlate, guardiana secolare della città. Usciti dalle mura di Busseto ci attende Villa Pallavicino, la Buffalora, emblema della vita curtense dei marchesi e la chiesa francescana, tanto cara a Verdi, con quella struttura gotica - rinascimentale che pare un prato, chiuso dalle arcate e dalle colonne che sembrano rincorrersi a perdita d'occhio. il viaggio passa ora in zona piacentina, a Villanova sull'Arda, dove un modernissimo campanile spicca al centro del verde borgo e dove, ammirato l'ospedale che volle il Maestro, testimonianza della sua grande umanità assieme all'asilo infantile di Cortemaggiore, ci si immerge nel parco di S. Agata. Arriviamo alle porte della grande Villa Verdi, rifugio che il Genio volle in terra piacentina, dove ogni stanza, ogni mobile, ogni oggetto parla ancor oggi della vita e dell'arte del più grande talento musicale che la Bassa ha dato a tutto il mondo e che nel 2001 verrà ricordato con celebrazioni di cui "Le Terre del Magnifico" saranno certo protagoniste. Si segue per Cignano. con un breve sguardo alla chiesetta gotica del '200, quindi Soarza, dove l'altissima facciata della chiesa si apre su una di quelle grandiose cascine che qui ancor oggi, in memoria di un nobile passato, si chiamano ancora "palazzo". Da qui al Po il passo è breve ed incontriamo Polesine Parmense, un paese adagiato proprio ai piedi dell'argine maestro del grande fiume, di quelli cari a Giovannino Guareschi, tipici del suo "mondo piccolo". A Polesine la chiesa è di barocco schietto, opulento come la pianura e dall'argine del Po la chiesetta col "torrazzino" fa la guardia ai capricci del fiume grosso. Ed il fiume, protagonista dei racconti del "mondo piccolo" ci porta al grande Giovannino, a questo personaggio la cui poesia è il cuore stesso della Bassa ed in questa terra, a Roncole, Alberto e Carlotta Guareschi, figli dello scrittore, accolgono amici e appassionati al "Club del 23", con una mostra permanente sul mondo di Giovannino Guareschi ed uno sterminato archivio per studenti, giornalisti e la fittissima schiera di estimatori che in tutto il mondo hanno letto i racconti e visto i film di Don Camillo e Peppone. Siamo a Zibello, il paese del culatello: il re dei salumi, il salume dei Re! Orgoglioso del palazzo Pallavicino che affaccia il porticato quattrocentesco nella piazza, discosta dal centro come d'uso nel medioevo, caratterizzata da quelle semplici linee gotico rinascimentali della Bassa che tanto hanno ereditato dal romanico; così pure l' antica, piccola chiesa parrocchiale, ove di recente è tornato alla luce un suggestivo affresco del '400. E anche qui torniamo a Giovannino Guareschi, alla "Madonnina del Po", quella chiesetta sull'argine ad un passo dal fiume che porta ben incise nelle sue mura le frasi del grande scrittore: il cuore della sua Bassa. La strada dell’argine passa per Ragazzola, un nome che deriva dal fatto che, dall'alluvione di fine '800, si salvò appunto solo una ragazzola ed una grande chiazza d'acqua resta, proprio sotto l'argine, a ricordare da allora quanto il Po sia dispensatore di bene e di male in queste terre. Ed ecco Roccabianca con la sua fortezza che, da qualche traccia, fa capire come un tempo fosse veramente bianca ed abbia così dato il nome al borgo tutto. E Roccabianca ha pure una bella piazza porticata, aperta su vaste vie che portano alla verde campagna circostante, dilatando le misure del paese, con un lungo viale alberato che pare quasi una Via Emilia in miniatura. La chiesa barocca fronteggia senza timidezza il castello, con le sue linee pulite e tese mentre si intravede, dalle vie aperte, il corso del fiume grande: infatti, a poche centinaia di metri da Roccabianca c'è la Villa "aprica e sparta" di Fontanelle, dove ebbe i natali e nei cui dintorni immaginò tutto il suo piccolo mondo Giovannino Guareschi. Di corsa all'incrocio di Cignano, per seguire il Po, stavolta verso Piacenza ed il nostro viaggio fa tappa a Castelvetro Piacentino, al bel palazzo goticheggiante del Municipio, alla regolare, verdissima via centrale con la caratteristica chiesa barocca, dall'abside affrescata con le figure degli evangelisti. Di qui a Croce S. Spirito, alla chiesa dove un giovanissimo Verdi suonò all'organo la sua prima Messa; alle belle ville dei nobili d'un tempo, fino al Po, al fiume ancora, che offre qui una ricchezza di flora e fauna incredibile ed una passeggiata lunghissima, per podisti e ciclisti che amano la natura senza compromessi. Pochi chilometri lungo il fiume ed eccoci a Monticelli d'Ongina, anch'essa città pallavicina, dalle belle vie porticate ed ampie. Poco discosta dal centro, sulla piazza, si affaccia la rocca PallavicinoCasali, con il Museo del Po e della Civiltà Contadina e la Basilica di S. Lorenzo, voluta sulla fine del '400 dal Marchese Carlo Pallavicino, poi Vescovo della città di Lodi. Ancora a Cortemaggiore, passando per S. Pietro in Cerro, per sostare al suo castello turrito e massiccio, avamposto Pallavicino sulla via di cremona ed oggi ambiente ricchissimo per incontri di alto livello; quindi alla chiesa, manco a dirlo, di S. Pietro, barocco leggiadro con una luminosità particolare, dedicata al raccoglimento ed alla preghiera. Appena imboccata la grande strada del Console, ecco Fiorenzuola d'Arda, acquistata nel 1494 da Rolando Pallavicino di Cortemaggiore che si vede raffigurato in ginocchio, con la moglie Laura Landi con i figli nell'abside del trecentesco Duomo di S. Fiorenzo. Fastoso e grandioso esempio di gotico tardo coi suoi colori caldi e suggestivi, un bellissimo organo e tanti tesori d'arte da scoprire. Bella la piazza Duchi Molinari, aperta e variegata, con edifici possenti a ricordo di un centro storico fortificato non del tutto dimenticato a scapito della modernità d'una cittadina attiva e vitalissima. Fastosa, nel barocco multicolore, la chiesa francescana, con la sua piazzetta intima, che pare quasi dedicata ai confratelli del poverello d'Assisi. Dal Corso, cioè dalla "strà dritta", l'antico tracciato della Via Emilia, con due eccezionali testimonianze d'architettura quattrocentesca: due bei palazzi che hanno resistito con le loro finestre gotiche e le cornici in cotto alle frenesie di progresso del secolo nostro e di quello passato, felici testimonianze di quanto fosse nobile questa terra e della sua preziosa eredità. Traversando i tipici saliscendi della Via Emilia, fuori posto nel grande piano padano, si torna alle origini, agli anni subito seguenti l'arrivo di Adalberto Pallavicino e siamo a Fidenza, l'antichissima " Flavia Fidentia", poi Borgo S. Donnino, piacevolissima città a misura d'uomo, nè piccola nè troppo grande, coi suoi negozi, le sue larghe vie animate ad ogni ora del giorno e che nasconde, accanto ad un torrione medievale, guardia della sacralità del luogo, un tesoro preziosissimo: il Duomo, progettato da Benedetto Antelami su commissione pallavicina, che reca sul pavimento il "quinconce" il simbolo del potere dei marchesi e che sulla facciata racconta le storie del protomartire patrono S. Donnino, dell'antico e del nuovo testamento, di personaggi e di figure antropozoomorfe negli indimenticabili bassorilievi del grande Antelami, che volle quasi più bella l'abside che la facciata, a dispregio di chi proveniva da Parma, città eternamente rivale e che dalla Via Emilia di levante si trovava innanzi, entrando in Fidenza, proprio la mole absidale del Duomo di Borgo. Imponente anche il Palazzo Comunale, gotico - rinascimentale, che apre il gran porticato sulla piazza che divide praticamente in due la città, fra vie porticate, palazzi e strette contrade, retaggio pallaviciniano della Borgo S. Donnino di Oberto II. Il viaggio può così finire com'era cominciato: con due mète fuori porta: Vigolo Marchese, vicino a Castell'Arquato, con la sua Abbazia romanica ed il Battistero bizantineggiante, fondati e largamente dotati da Adalberto I Pallavicino nel 1002 e con la vicina Pusterla, antica corte fortificata pallavicina ed oggi accogliente e tipica azienda agricola vinicola; oppure Chiaravalle della Colomba, in comune d'Alseno, con I' abbazia cistercense fondata da Bernardo di Clairvaux e beneficata da Oberto II Pallavicino nel XII secolo, splendida chiesa tardo romanica, tappa d'obbligo lungo le vie di pellegrini verso Roma. Ma questo è solo un piccolo assaggio delle "Terre del Magnifico", dello Stato Pallavicino, ricco di tradizioni d'arte, di storia, di cultura e d'umanità, ma che ha come retaggio di cui va fiero una impareggiabile ospitalità ed una cucina indimenticabile, con prodotti tipici. Benvenuti!
(Testo gentilmente conce,vso da "Associazione Turistica Pro Cortemaggiore "- Comune di Cortemaggiore Città d'Arte).
Per ulteriori informazioni telefonare alla Pro Cortemaggiore Tel. 0523 839080 con fax e segreteria, al Comune di Cortemaggiore, Ufficio Turismo 0523 836524, oppure allo 0330 729473

Come Arrivare alle Terre del Magnifico:
In Autostrada da Milano (A1) uscita Fiorenzuola d' Arda; da Bologna (A1) uscita Fidenza; da Brescia (A21) uscita Cortemaggiore; da Torino (A21) uscita Piacenza Est o Cortemaggiore in direzione A1.
In Treno sulla Milano - Roma a Fidenza o Fiorenzuola d'Arda, sulla Cremona - Fidenza a Castelvetro Piacentino, a Villanova d' Arda, a Busseto o Fidenza.

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