La villa marittima di età Romana

La villa marittima di età Romana

a Sapri nel salernitano

E' di recente terminata, in località S. Croce, la prima fase di esplorazione di un notevole complesso residenziale marittimo, la cui fondazione si colloca verso la fine del periodo repubblicano (I secolo a.C.), con una frequentazione che giunge sino al V secolo d.C. La campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza archeologica di Salerno si è rilevata di estremo interesse, sì da consentire al Soprintendente Giuliana Tocco di definire quella di Sapri "un'emergenza nel quadro dell'architettura romana in Italia meridionale... un punto di riferimento futuro per gli studi sulla romanizzazione di quest'area". Alla notevole importanza dei rinvenimenti, si aggiunge la felice posizione del sito archeologico, uno dei più suggestivi della costa tirrenica. La sua esistenza è nota sin dal '700, quando uno storiografo locale, il barone Giuseppe Agostini, esplorò e descrisse con ricchezza di particolari le antichità sapresi. Già all'epoca l'Antonini denunciava gli episodi di depredazione cui veniva sottoposta l'area, e che continuarono per tutto il secolo successivo.Gli scavi odierni hanno confermato l'esistenza nella zona di una imponente villa marittima, in cui l'otium veniva consumato in una cornice di grande suggestione. La villa - secondo il prof. W. Johannowsky - potrebbe essere appartenuta, tra il I e il II sec. d.C., alla famiglia dei Sempronii. L'esistenza in Sapri del cippo funerario del duumviro L. Sempronio Prisco sembrerebbe avvalorare questa ipotesi. D'altronde, esponenti della gens sempronia, una delle più potenti stirpi romane, erano noti nel Golfo di Policastro sin dall'età repubblicana: nel 194 a.C., il triumviro L. Sempronio Longo - come riferisce Tito Livio - fu uno dei magistrati preposti alla fondazione della vicina colonia di Buxentum. Le caratteristiche del complesso di S. Croce, che si estende su di un fronte di circa 120 mt per una profondità di 60, farebbero pensare alla priorità di un ricco e potente personaggio che, già nel I secolo a.C. poteva concedersi di investire un enorme capitale in una dimora frequentata poche settimane l'anno e molto lontana da Roma. Con una superficie di circa 7000 mq ( il solo corpo centrale, senza calcolare le strutture extra-moenia, quali vasche per la raccolta delle acque, banchina portuale, area del teatro), quella di Sapri è sicuramente una delle più grandi ville sorte in età repubblicana. La dimora, addossata alla collina e strutturata visibilmente a terrazze, venne edificata su di un'enorme platea in muratura, poggiante su di un sistema di ambienti a volta facenti funzione di sostruzione. La sua ubicazione doveva corrispondere all'attuale Istituto scolastico di S. Croce, i cui lavori di costruzione, nel 1905, sconvolsero l'intera area archeologica. La villa, ricca di mosaici e marmi pregiati, era dotata di impianto termale (già nel I secolo a.C., cosa alquanto rara per quei tempi), molo privato, un ampio giardino porticato, un passeggiatoio lungo sessanta passi, un sepolcreto di famiglia, ed era servita da due acquedotti. Nei pressi sorgeva un teatro, come testimoniano il già citato Antonini e due viaggiatori anglosassoni dell'800, C.T. Ramage e A.J. Strutt. Un insieme di elementi che rendevano la dimora sicuramente degna del soggiorno di ragguardevoli personaggi. I recenti scavi, che hanno riportato in luce circa un terzo dell'area interessata, hanno rivelato importanti strutture di impianto termale, costituite da una vasca circolare per il bagno freddo (frigidarium), di dimensioni pressoché simili a quelle di analoghi ambienti delle Terme pompeiane; l'ipocausto di un tepidarium, con i pilastrini delle suspensurae ed il praefurnium: a ridosso della zona termale, un'ampio cortile colonnato (peristilium) pavimentato in cocciopesto e decorato con tessere di mosaico, di notevole effetto scenografico.Nell'area del cortile, un giardino (viridarium) ed una fontana rivestita di cruste marmoree. Il complesso era dotato di un sistema di canalizzazione delle acque piovane e termali di eccezionale fattura, ancora oggi efficiente. Sono altresì visibili alcuni tratti della tubazione in piombo del sistema idrico (fistulae). Gli ambienti al coperto presentano pavimenti a mosaico con decorazione parietale del IV stile. Sinora sono riconoscibili tre fasi edilizie, databili tra il I secolo a.C. e il III d.C. Visibili anche le tracce di un restauro-ristrutturazione di età imperiale. Le strutture murarie di età repubblicana sono in opus incertum, eseguite con malta e calcare locale; quelle di età imperiale presentano, nel conglomerato cementizio, scaglie di mattoni. E' presente anche un tratto di murazione in "opera listata" (o vittata) a filari alterni in tufo e in mattoni di argilla. Sul litorale, una serie di cinque ambienti a volta (le "Camerelle", in origine circa 20) probabilmente adibiti a magazzini, e i resti del molo (le cosiddette "Pile"), con una struttura a casseformi colmate con gettate di opera cementizia e concatenate insieme. La vastissima platea che si estendeva dinnanzi alle "Camerelle", con funzioni di banchina, risulta ora sommersa. A ridosso delle strutture portuali, alcuni ambienti ipogei sui quali come terrazzo dalla pavimentazione in opus spicatum. "Le ville marittime, considerate dagli stessi contemporanei come insensate manifestazioni di lusso - ci ricorda il Mielsch-si diffusero soprattutto dopo che nel 67 a.C. fu eliminata, grazie a Pompeo, la pirateria" : e quella di Sapri sorse proprio in questa fase. Singolarmente anche la sua fine sembra essere collegata col fenomeno della pirateria; le tracce di frequentazione dell'ambito della villa (nell'ultima fase è prevalente la presenza di ceramica sigillata africana) terminano intorno al 450 d.C., periodo in cui le coste italiche furono devastate dai Vandali di Genserico. Sarebbe seguito, per la villa di Sapri, un lunghissimo periodo di oblio.

Felice Cesarino
da www.comunedisapri.it

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