La Madonna del gonfalone a Navelli

La Madonna del gonfalone a Navelli

il 13 e 14 maggio 2006

A Navelli le confraternite sono 4: quella di Gesù, quella del santissimo rosario, quella del sacramento e quella della madonna del gonfalone che, probabilmente è la più antica e deriva da una filiazione della celebre congregazione romana degli accomandati di madonna Santa Maria, detta poi del gonfalone.
In quest'ultima che ha una sua casa, una cappella e un oratorio, hanno sempre avuto una parte attiva le donne, anche se tra i confrati un ricordo speciale spetta a don Ermenegildo piccioli, devoto militante sotto il gonfalone della madonna, ma anche sotto la bandiera sanfedista del cardinale Ruffo di Calabria, tanto da essere un brigante per i francesi e un eroe per i borboni.
Nella seconda domenica di maggio la confraternita festeggia la sua protettrice in modo solenne, affidando alle più giovani del sodalizio il compito di rappresentare le "sette allegrezze". Il ciclo religioso ha inizio con l'apertura della casa a cui provvedono le donne, capeggiate dalla priora che ricevono le visite dei devoti e le offerte che serviranno alla preparazione dei pani e dei dolci che rappresentano il cibo rituale dell'evento. Infatti tutti quelli che visitano la casa della Madonna , ricevono un sacchetto con sette biscotti, oltre che, ovviamente, il solito complimento di ferratelle, taralli e vino. Intanto sempre le donne provvedono a rivestire di abiti sontuosi e di gioielli l'immagine della madonna e a confezionare il pane che verrà distribuito la domenica. Un tempo la congregazione distribuiva, soprattutto ai poveri ma in ogni caso a carattere devozionale, anche una minestra di "tritello", ovvero una polenta di farro o di grano, da cui il nome di "panarda" che la cerimonia ancora conserva.
Il giorno della festa i confrati vestono i colori del sodalizio con il sacco bianco, la mozzetta celeste e la placca con l'immagine della patrona, mentre le sorelle indossano solo il nastro celeste e la placca. Tra di esse sette ragazze impersonano le "sette allegrezze" cingendosi la vita con un nastro celeste entro il quale infilano un delicato mazzetto di fiori. Esse recano in capo, entro ceste, parimenti decorate con nastri e fiori, il pane da distribuire di casa in casa.
Particolarmente sfarzosa e di grande impatto scenografico è la processione, caratterizzata dallo sventolio degli stendardi e delle bandiere multicolori recate dalle confraternite.
Il corteo è aperto dal grande stendardo bianco del rosario, seguito dall'edicola della madonna, dai confrati in sacco bianco e mozzetta nera, quindici dei quali reggono una bandiera ciascuno e precisamente:cinque una bandiera bianca, che rappresenta i misteri gaudiosi, cinque una bandiera rossa per misteri dolorosi e cinque una bandiera celeste per quelli gloriosi.
La sfilata continua con la confraternita di Gesù, anch'essa con stendardo, paliotto e sette bandiere rappresentati i dolori della madonna, ma di colore azzurro scuro con stelle d'oro, il sodalizio del gonfalone che reca il crocifisso con i colori sociali, lo stendardo celeste e le sette bandiere delle allegrezze. Infine, preceduta dal rutilante sfavillio rosso del santissimo sacramento che reca crocifisso e stendardo avanzano il simulacro della madonna, circondato da otto lampioni, due per congregazione, il clero e le sette ragazze che recano il pane. Non manca la banda che accompagna la folla a suon di musica per le vie del paese.

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