La Maddalena e l'Arcipelago

La Maddalena e l'Arcipelago

con le isole di Caprera, Spargi, S. Stefano, Budelli, S. Maria, Razzoli

Unico centro abitato situato a sud dell'omonima isola e capoluogo dell'Arcipelago formato dalle cosiddette Sette Sorelle: La Maddalena, Caprera, Spargi, S. Stefano, Budelli, S. Maria e Razzoli, anticamente chiamate isole Cunicolarie e nel Medioevo appellate, dai Pisani e Genovesi, isole Carugi. Per diversi anni terra di sbarco di pastori corsi in cerca di nuove terre, che si insediarono al centro dell'isola, nel 1767 i Savoia, ne rivendicarono la proprietà, sottraendola ai Genovesi. Il borgo nasce ufficialmente nel 1770, fondato da un piccolo nucleo di pescatori e marinai, e nel 1773 il governo sardo-piemontese iniziò ad installare un distaccamento militare dando il via ad un importante opera di fortificazione e grazie a ciò, nel 1793 respinse un attacco militare francese guidato da un giovane Napoleone Bonaparte che voleva impossessarsi dell'arcipelago. Nel 1804 stanziò a La Maddalena la flotta inglese comandata da Orazio Nelson a caccia delle flotte francesi. Nel corso del XIX secolo l'isola vive un periodo di prosperità grazie allo sfruttamento delle cave di granito di Cala Francese e al potenziamento della base militare marittima che comportò la costruzione di numerose infrastrutture. Un altro significativo momento è vissuto negli anni '60, con l'ingresso italiano nella NATO, che causò lo stanziamento militare americano sull'isola e la presenza di sommergibili nucleari sotto le acque di S. Stefano, suscitando allora come oggi una più che ragionevole disapprovazione da parte degli abitanti e di tutti coloro che apprezzano il patrimonio ambientale dell'arcipelago, divenuto Parco Nazionale. Chissà se nel futuro prevarrà la ragione di uomini saggi!
Intersecato da suggestivi carruggi alla genovese colorati da case color pastello, il centro abitato di La Maddalena, l'unico in tutto l'Arcipelago, conserva l'aspetto di un borgo di pescatori sviluppato attorno allo storico porto di Cala Gavetta, dove ormeggiano bellissimi natanti e variopinte barche di pescarori. Dal lungomare di Via Amendola ci si addentra in centro, dove sono Piazza Umberto I, Via Vittorio Emanuele, Piazza Garibaldi, con tipica pavimentazione in granito su cui si affaccia il Municipio, l'attigua passeggiata di Via Garibaldi e Piazza S. Maria Maddalena con l'omonima Parrocchiale, dall'interno barocco che conserva due candelabri, un crocifisso e una lettera autografa dono ai maddalenini di Orazio Nelson per l'accoglienza del 1804. Immancabile la visita ai numerosi negozi che si riversano con le loro vetrine sulle vie principali e che invitano ad ogni tipo di acquisto, dall'abbigliamento, all'artigianato, al souvenir, alle attrezzature marinare...
Per uscire dal centro e iniziare la visita dell'isola, si segue il lungomare verso est, il quale permette di accedere anche alla cosiddetta strada panoramica, un percorso di circa 20 km., che consente ampie vedute su tutta la costa e sull'entroterra, toccando alcune delle più importanti opere di fortificazione tra cui il Forte di S. Vittorio sul Monte Guardia Vecchia, il punto più elevato dell'isola. Verso nord si incontra anche la piccola Chiesa della Trinità, parrocchiale dei primi coloni (1769). Il percorso costiero inizia da Piazza Umberto I, dove è un busto di Anita Garibaldi e dove hanno sede gli uffici del Comando della Marina Militare. Oltrepassato il sobborgo di Moneta, seguendo la strada per Caprera, si raggiunge la periferia nord-est di La Maddalena, dove sorge il Museo Navale Nino Lamboglia aperto nel 1982 che ospita i resti di una nave naufragata nei pressi di Spargi alla fine del II sec. a.C. Proseguendo, una deviazione a destra porta all'isola di Giardinelli, unita alla terra ferma da uno stretto istmo. Riprendendo la via principale si giunge all'insenatura di Spalmatore e, più a nord, al Porto Lungo, con spiaggette d'acqua trasparente. Continuando per il tratto che si dirige verso la costa occidentale, si toccano le insenature di Abbatoggia-Stagno Torto e la spiaggia di Monti dell'Arena, dopodiché ci si interna lasciandosi sulla destra le zone più selvagge di Cala d'Inferno e Macchione delle Femmine, arrivando a Forte dei Colmi, da dove si vedono tutte le isole dell'arcipelago e la Corsica a nord. La strada scende verso Cala Francese, e lasciandosi sulla destra Cava Francese, il Forte Nido d'Aquila e il Forte Tegge si rientra a Cala Gavetta.

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