L'anfiteatro di Nocera Inferiore

L'anfiteatro di Nocera Inferiore

completamente sepolto da più strati alluvionali

Un altro monumento importante di Nocera era l’anfiteatro, la cui esistenza è documentata anche da iscrizioni rinvenute a Pompei, una delle quali parla di uno spettacolo che la famiglia gladiatoria di un flamine Augustale avrebbe dato nella vicina Nuceria. L’anfiteatro si trovava nei pressi di Portaromana, ed è completamente sepolto da più strati alluvionali e inglobato nelle case moderne che gli si sono sovrapposte. Se ne intuisce l’andamento osservando la disposizione curvilinea delle case sul lato meridionale, l’andamento curvilineo della via Portaromana nel tratto in cui lambisce a est l’anfiteatro, e a occidente l’andamento del muro del giardino del convento francescano di S. Maria degli Angeli. I fratelli Fresa compirono alla fine degli anni’50 una ricerca nella zona meridionale e occidentale, rispettivamente nelle cantine di casa Montalbano e del convento, individuando scale e pareti, in “opus reticolatum”, di “vomitoria” che immettono in un ambulacro che, a sua volta, porta all’ingresso meridionale dell’arena, praticamente al di sotto di via Grotte. La rampa di scale, con copertura ad arco, ha la parete decorata da un un fregio a stucco così come l’ambulacro.

In seguito, nel tratto di ambulacro corrispondente al convento, fu individuato un piano di calpestio in “opus signinum”. La cronologia del monumento, sulla base dei graffiti pompeiani, necessariamente anteriori all’eruzione del 79 d.C., e sulla base dei particolari costruttivi, può essere posta tra il 60 e il 65 d.C. , cioè dopo la chiusura di quello pompeiano, decretata in seguito alla rissa del 59. Alcune particolarità tecniche lasciano credere che ci possano essere stati rifacimenti in età flavia. Nella zona orientale di Nuceria Alfaterna, 400 m a ovest dela stazione di Nocera Superiore, è la chiesa di S. Maria Maggiore o della Rotonda, eretta come battistero nel VI sec. d.C. reimpiegando in gran parte materiali provenienti da più antiche costruzioni di età romana. Si trova 3 m al di sotto del piano stradale, ed è a pianta circolare con un diametro di 24 m; un doppio giro di trenta colonne, abbinate radicalmente, regge gli archetti sui quali poggia una doppia cupola, ovoidale all’interno e cilindrica all’esterno.

Le colonne esterne sono di marmo cipollino e tutte uguali fra loro, quelle interne sono di diametro differente, e composte da pezzi eterogenei (granito, travertino, alabastro). I capitelli sono in parte corinzi in parte tardoantichi. Al centro è un’ampia vasca ottagonale per il battesimo a immersione, circondata da otto colonne poggianti su un muretto rivestito da lastre di marmo, su ognuna delle quali sono incise una croce e le lettere alfa e omega; delle otto colonne originarie ne restano solo cinque, due delle quali sono di granito e le altre tre di marmo pario.

L’ingresso a est, non è esattamente in asse con l’abside; si è pensato che l’ingresso originario si trovasse a occidente, al posto dell’abside, soprattutto in considerazione della vicinanza della Rotonda alle mura orientali della città. Il confronto più diretto per questo edificio è quello con la chiesa romana di S. Costanza. Infine, nei pressi della chiesa di S. Maria Maggiore, tra via Mazzini e la ferrovia, è visibile un ultimo troncone superstite dell’acquedotto medievale di S: Renato, sul cui antico percorso è stata tracciata, piuttosto di recente, la via Matteotti.Un altro monumento importante di Nocera era l’anfiteatro, la cui esistenza è documentata anche da iscrizioni rinvenute a Pompei, una delle quali parla di uno spettacolo che la famiglia gladiatoria di un flamine Augustale avrebbe dato nella vicina Nuceria.

L’anfiteatro si trovava nei pressi di Portaromana, ed è completamente sepolto da più strati alluvionali e inglobato nelle case moderne che gli si sono sovrapposte. Se ne intuisce l’andamento osservando la disposizione curvilinea delle case sul lato meridionale, l’andamento curvilineo della via Portaromana nel tratto in cui lambisce a est l’anfiteatro, e a occidente l’andamento del muro del giardino del convento francescano di S. Maria degli Angeli. I fratelli Fresa compirono alla fine degli anni’50 una ricerca nella zona meridionale e occidentale, rispettivamente nelle cantine di casa Montalbano e del convento, individuando scale e pareti, in “opus reticolatum”, di “vomitoria” che immettono in un ambulacro che, a sua volta, porta all’ingresso meridionale dell’arena, praticamente al di sotto di via Grotte. La rampa di scale, con copertura ad arco, ha la parete decorata da un un fregio a stucco così come l’ambulacro. In seguito, nel tratto di ambulacro corrispondente al convento, fu individuato un piano di calpestio in “opus signinum”. La cronologia del monumento, sulla base dei graffiti pompeiani, necessariamente anteriori all’eruzione del 79 d.C., e sulla base dei particolari costruttivi, può essere posta tra il 60 e il 65 d.C. , cioè dopo la chiusura di quello pompeiano, decretata in seguito alla rissa del 59. Alcune particolarità tecniche lasciano credere che ci possano essere stati rifacimenti in età flavia. Nella zona orientale di Nuceria Alfaterna, 400 m a ovest dela stazione di Nocera Superiore, è la chiesa di S. Maria Maggiore o della Rotonda, eretta come battistero nel VI sec. d.C. reimpiegando in gran parte materiali provenienti da più antiche costruzioni di età romana. Si trova 3 m al di sotto del piano stradale, ed è a pianta circolare con un diametro di 24 m; un doppio giro di trenta colonne, abbinate radicalmente, regge gli archetti sui quali poggia una doppia cupola, ovoidale all’interno e cilindrica all’esterno. Le colonne esterne sono di marmo cipollino e tutte uguali fra loro, quelle interne sono di diametro differente, e composte da pezzi eterogenei (granito, travertino, alabastro). I capitelli sono in parte corinzi in parte tardoantichi. Al centro è un’ampia vasca ottagonale per il battesimo a immersione, circondata da otto colonne poggianti su un muretto rivestito da lastre di marmo, su ognuna delle quali sono incise una croce e le lettere alfa e omega; delle otto colonne originarie ne restano solo cinque, due delle quali sono di granito e le altre tre di marmo pario. L’ingresso a est, non è esattamente in asse con l’abside; si è pensato che l’ingresso originario si trovasse a occidente, al posto dell’abside, soprattutto in considerazione della vicinanza della Rotonda alle mura orientali della città. Il confronto più diretto per questo edificio è quello con la chiesa romana di S. Costanza. Infine, nei pressi della chiesa di S. Maria Maggiore, tra via Mazzini e la ferrovia, è visibile un ultimo troncone superstite dell’acquedotto medievale di S: Renato, sul cui antico percorso è stata tracciata, piuttosto di recente, la via Matteotti.

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