Itinerari piacentini: Ziano

Itinerari piacentini: Ziano

primo percorso in visita al territorio

Non è propriamente una bella giornata di sole quella di oggi. Al contrario il cielo è coperto da una fitta coltre di scure nubi e, già di prima mattina, nulla fa prevedere che il sereno potrà accompagnarmi in visita a queste colline. Tuttavia ormai abbiamo fatto l’abitudine a questa primavera così capricciosa e così piovosa, che pare voglia elargire alla terra quell’acqua che, così poco generosamente, un inverno arido ha privato. E quindi ecco ristabilito quel perfetto equilibro proprio di quella macchina chiamata “natura”. E contrariamente all’effetto che una giornata uggiosa può procurare sull’umore del genere umano, è invece con un largo sorriso che questa terra si presta ad accogliere la benvenuta pioggia. Quello che sto andando ad esplorare quest’oggi è un territorio storicamente vocato alla coltivazione della vite ed è appariscente, quasi invasiva questa peculiarità, impossibile da ignorare, evidente in ogni suo scorcio, prorompente per alcuni aspetti. Non a caso, solo su questo piccolo comune piacentino, operano e producono più di trecento aziende vinicole. Colline delicatamente ondeggianti, in un sinuoso saliscendi, dove trovano ideale collocazione lunghi filari di vigneti, precisi, ordinati. E’ questo il quadro naturale che accoglie ed accompagna chi passa da queste parti. E attraverso strade che tagliano in mezzo questa vegetazione si raggiungono piccoli centri, antichi borghi, vecchi casolari, preparati ad accogliere il visitatore, capaci di offrire loro adeguata ospitalità, con la spontanea accoglienza di questa gente, laboriosa e generosa. Ziano sta all’estremo sud ovest della provincia piacentina, laddove si traccia il confine con quella pavese, rappresentando quindi l’ultimo lembo di terra emiliana, prima di varcare in regione Lombardia.


Cenni di Storia

Documentazioni e reperti archeologici fanno risalire l’abitato di Ziano ad epoche remote. La felice posizione collinare che occupa, su un’altitudine che varia tra i cento e i trecentocinquanta metri, e la fertilità dei suoi terreni hanno favorito l’insediamento di antiche civiltà, a partire dagli Etruschi. Già dall’883 d.C. si evince l’appartenenza del territorio di Vicobarone al potente Monastero di San Colombano di Bobbio, seguendone le sorti per quasi cinque secoli. Un testamento datato 1029 accerta che tale diacono Gherardo lasciava in eredità il “Castrum De Zilianum” al Marchese Ugo e alla sua consorte Gisla, dai quali, poiché privi di prole, passava in proprietà al Vescovo di Piacenza. Si trattava dell’attuale Ziano che, in epoca feudale, fu teatro di aspre lotte tra Guelfi, ai quali apparteneva, e Ghibellini. Tra il 1312 e 1321 l’intero “Castrum” venne incendiato, da Francesco Scotti prima e da Galeazzo Visconti in seguito. Succedettero varie signorie, dai Landi agli Arcelli, dagli Sforza agli Zandemaria, per poi, nel 1691 passare sotto il governo della Camera Ducale Farnesiana di Piacenza. Un altro momento storico di particolare rilievo è quello di epoca napoleonica. In questo periodo, il territorio risultava diviso in due comuni: Ziano e Vicobarone, documentato da atto del 1866, in cui vengono citati due “Maires” (sindaci). Il primo gennaio 1807 l’autorità dipartimentale decise di accentrare la sede comunale a Vicobarone, e li vi rimase anche durante l’impero di Maria Luigia D’Austria, succeduta a Napoleone. Tuttavia questa collocazione trovò l’ostilità di gran parte della popolazione, la quale trovava difficoltà nel disbrigo delle varie pratiche. Fu così che nel 1823 la sede comunale venne spostata a Vicomarino. Fu infine nel 1888, nel mese di giugno, che il comune assunse definitivamente la denominazione di Ziano.

Itinerario

Il comune di Ziano conta sei frazioni, ognuna delle quali possiede un suo cimitero e un proprio monumento ai caduti. E’ questa una curiosità che la mia “compagna di viaggio” mi svela. Sono infatti accompagnato da Maria Teresa Bergonzi, assessore al turismo del comune di Ziano. Stabilito il percorso da coprire che toccherà le frazioni di Seminò, Albareto e Vicomarino, partiamo per dirigerci verso la prima tappa. Lasciamo Ziano paese (che vedremo in un secondo itinerario di prossima uscita n.d.r.) e seguendo le indicazioni per Albareto, giungiamo dopo solo un chilometro in località Seminò. Qui facciamo sosta alla chiesa e al castello, fortezza di antiche origini, anteriore all’anno mille. L’attuale aspetto, dopo numerose incursioni e devastazioni, risale al XVIII secolo. Il suo momento di maggiore prestigio è quando fu residenza della duchessa Margherita d’Austria, moglie del duca Ottavio Farnese, nel XVI secolo. La tappa che segue è a qualche centinaio di metri, lungo un tratto di strada che affianca vigneti e verdi distese, ampiamente diffusi su queste colline. Siamo al sacello di San Rocco, piccolo edificio religioso risalente al 1866. Torniamo a Seminò per continuare l’itinerario che prevede la visita al castello dei Conti Omati, in località Costola. Ammirato questo bel maniero proseguiamo con la nostra auto per un minuto e già ci troviamo a Vicomarino. Qui vengo attratto dalle belle targhe che riportano il nome delle vie. Sono in ceramica bianca, eleganti e semplici, volute dal locale Circolo Le Vigne. La bella chiesa di San Quirico e Giuditta si affaccia invece su uno slargo, da dove si diramano diverse strade. Qui incontriamo il sig. Zaffignani Giuliano, storico o più semplicemente appassionato delle proprie origini, della sua terra. E con lui discorriamo brevemente e ci racconta del castello che sorgeva a Vicus Marinus, già nel tredicesimo secolo, ora adibito ad uso residenziale e rurale. L’ultima tappa è ad Albareto, la più piccola frazione del comune, ma non meno interessante. Questo grazie anche alla presenza di alcuni agriturismi, uno su tutti quello di Ferruccio Braghieri, il Campo del Corbellaio, che con la moglie Alberta rappresenta senz’altro uno tra i più interessanti riferimenti gastronomici della zona (vedi box). Prima di entrare a degustare qualche buon piatto, andiamo a fare visita all’ultimo monumento. Si tratta del sacello di San Lupo, emergenza votiva che sorge a poche centinaia di metri dal buon Ferruccio che, girata la macchina andiamo a trovare.


Agriturismo Campo del Corbellaio
Località Albareto - tel. e fax 0523.860265 - info@campodelcorbellaio.it www.campodelcorbellaio.it è gradita la prenotazione
E’ agriturismo d’eccellenza e si inserisce in questo circuito delle più qualificate strutture agrituristiche piacentine per vari motivi. Anzitutto la cucina di Alberta è buona e gustosa, i prodotti sono scelti e di qualità, il tutto per esaltarne la territorialità. Il locale è gradevole, con una sala interna semplice e funzionale, come si richiede per questo tipo di attività. All’esterno un piacevole dehor attrezzato per degustare le specialità piacentine, all’aria aperta e a contatto di una ricca e verde vegetazione circostante. Per cui nessuno sfarzo e inutile lusso, per lasciare spazio all’accoglienza, all’ospitalità. E questa è, senza timore di smentita, una tra le più belle sorprese del Campo del Corbellaio, data la simpatia e la cordialità del patron Ferruccio Braghieri che in sala manifesta tutta la sua spontaneità, per mangiare bene e… in allegria!

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