Itinerari dell’ambiente da Orroli a Ussassai

Itinerari dell’ambiente da Orroli a Ussassai

un variegato territorio costituito da laghi, vulcani, grotte, miniere

Il territorio di Orroli e di Nurri è caratterizzato dalla presenza di due grandi laghi artificiali, uno alimentato del Mulargia e uno dal Flumendosa nel suo corso medio. Sulle rive del primo sono sorte di recente alcune strutture ricettive e per gli sport acquatici. L’escursione offre belle vedute sullo specchio d'acqua, le sue rive di terra rossa e le pendici delle alture circostanti. Da Nurri è consigliabile anche un'escursione lungo le pendici del monte Pizziogu (764 m.): interessante perché si tratta di un vulcano spento e nelle parti più alte offre ampie vedute sulla vallata del Flumendosa e sullo stesso lago, che si estende per diversi chilometri di lunghezza. Imboccata la statale 198 si può raggiungere con una breve deviazione Villanovatulo, arroccato a 570 m. di altitudine su una collina affacciata anch'essa sulla vallata del Flumendosa, che dà in questo punto inizio all'invaso. Le prospettive di sviluppo turistico sono riposte per un verso nel lago, dove vengono organizzate delle manifestazioni di sport acquatici, e per l'altro nei boschi che si stendono nelle altre parti del territorio.
Più lunga la deviazione che poco dopo conduce, attraverso un territorio prima mosso (scende ad attraversare il rio di Sàdali) e poi costituito da un tavolato solitario e povero di vegetazione, sino ad Escalaplano. A breve distanza si apre la vallata del Flumendosa, suggestiva non tanto per le dimensioni del corso d'acqua, qui ridotto al minimo dopo aver formato il lago, quanto per la profondità della valle, incassata tra pendii alti e ripidi.
Escalaplano è il punto migliore per raggiungere Perdasdefogu, centro dell'interno al confine tra le regioni storiche di Barbagia, Quirra, Sarcidano e Ogliastra. Per gli amanti della natura c'è da visitare, a breve distanza dal paese, il grande parco naturale di Bruncu Santoru, dove è stato di recente reintrodotto il cervo sardo; ma la fauna annovera anche cinghiali e volpi, ricci e tartarughe, falchi e colombacci; mentre la flora comprende lecci, corbezzoli, ginepri, ontani e orchidee selvatiche. Il territorio è molto interessante dal punto di vista geologico (età del giurese) e botanico: da diversi anni è meta frequente di spedizioni scientifiche di diverse Università italiane ed europee. Suggestiva l'escursione, attraverso un paesaggio solitario caratterizzato dalla macchia mediterranea, sino al monte Cardìga, a sud del paese.
Ripreso il percorso lungo la statale 198 si arriva subito a Sàdali, paese insolitamente ricco di acque anche al suo interno: ovunque sgorgano fontane e scorrono ruscelletti, mentre al centro si trova addirittura una cascata. Numerosi anche i noci, i castagni e gli altri alberi da frutta che ombreggiano le strade e spuntano da orti e giardini. Panoramici e suggestivi i dintorni, e ricchi di attrazioni: percorrendo un tratto della strada per Seulo si raggiungono le grotte de Is Janas (Le Fate), in mezzo a un bosco di lecci, attrezzate per la visita; e che, oltre che per la bellezza delle concrezioni e delle stalattiti e stalagmiti, offrono motivi d'interesse per la presenza di due rare specie di coleotteri. Da qui si può raggiungere, con una bella passeggiata, Su Stampu de Su Turrunu, un getto d'acqua che fuoriesce da un foro della roccia formando una cascatella; mentre viene tenuto chiuso per motivi di sicurezza il profondo pozzo noto come Su Fossu de Margiani Ghiani, al quale si legano numerose leggende.
La provinciale per Seulo continua in un suggestivo paesaggio di collina. Continuando oltre l'abitato, che occupa una bella posizione di mezza costa, si raggiunge il viadotto più alto dell'isola, lungo 500 metri, che attraversa la vallata del Flumendosa; al di sotto, il fiume da vita a una serie di laghetti conosciuti come Is Caddaias.
Pochi chilometri oltre Sàdali si trova Seui che ha nel suo territorio, a breve distanza dal paese, un'antica miniera di antracite che viene attualmente trasformata per l'uso turistico; e per questo è inserita nel Parco Geominerario, storico ed ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità.
La miniera, che si trova in località Fundu de Corongiu, venne individuata dal generale La Marmora intorno al 1827, l'attività estrattiva iniziò intorno al 1877 ed è cessata definitivamente intorno al 1964.
Ad essa era collegata una laveria, costruita nel 1917 in stile liberty, che è ubicata in prossimità della linea ferroviaria in località Nurzula.
Seguendo la strada per Villagrande si possono raggiungere il monte Arcuerì (m 1109) e il monte Tònneri (1323), ricoperto dalla foresta e oasi naturalistica di Montarbu, che offre magnifici scorci paesaggistici e suggestivi itinerari naturalistici, nonché la possibilità di visitare il magnifico nuraghe Ardasai.
Al suo interno si possono ammirare boschi, alberi monumentali e rari endemismi tra i più importanti della Sardegna, abitati da specie animali quali il muflone, il cervo, il daino e l'aquila.
Di indubbio fascino anche i numerosi tacchi calcarei, ricoperti da folti boschi di leccio e carpino nero.
L’itinerario giunge subito dopo ad Ussassai, situato in una piccola valle popolata di lecci. Il paese è circondato da alcuni coltivi e, a maggiore distanza, da tratti ricoperti da bosco, macchia mediterranea ed essenze derivanti da rimboschimento.

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