Il turismo dei fiori

Il turismo dei fiori

intervista a Giancarlo Cassini, Presidente dell'UC FLOR

Esiste un'offerta turistica che può essere sviluppata al di fuori dei tradizionali modelli esistenti? Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Cassini, Presidente dell'UC FLOR (Unione Cooperativa Floricoltori della Riviera dei Fiori).

L'UC FLOR è una cooperativa di produttori che riunisce 1134 soci singoli e una decina di cooperative. Dal 1° ottobre del 1999 gestisce il Mercato dei Fiori di Sanremo, il quale rappresenta il più importante centro di commercializzazione floricola dell'Europa Meridionale e del bacino del Mediterraneo. La promozione dei fiori della Riviera di Ponente nel mondo viene realizzata attraverso la partecipazione alle mostre del settore, all'organizzazione di manifestazioni e quant'altro possa risaltare l'importanza di questo prezioso prodotto.

Abbiano incontrato il Presidente dell'UC FLOR, Giancarlo Cassini, per capire se la floricoltura può essere definita parte integrante della promozione turistica della Riviera dei Fiori.

- Presidente qual è lo stato di salute della floricoltura della Riviera dei Fiori?

“il settore floricolo è in uno stato di sofferenza a livello mondiale, siccome la produzione di fiori è in continuo aumento e non è direttamente proporzionale al consumo degli stessi. Di conseguenza è necessario diversificarsi e specializzarsi in un determinato settore”

- Quindi quali sono le prospettive in un quadro di commercializzazione generale?
“la commercializzazione dipende fondamentalmente da due fattori: il primo è la presa d'atto, da parte di tutti gli enti pubblici che la floricoltura è legata ad un terzo della popolazione della riviera di Ponente, ed il secondo è la produzione di fiori tipici, in modo che ci si possa differenziare da tutti gli altri Paesi e poter offrire un prodotto di qualità superiore, basandoci su coltivazioni in pien'aria, rese possibili dalle temperature miti della Riviera dei Fiori. Questo permette di distinguerci, puntando appunto su prodotti stagionali coltivati a pieno campo e di conseguenza molto profumati, cosa ormai rara, vista la globalizzazione di questa coltura”

- Signor Cassini, quali sono le sue considerazioni sul Distretto f'lorivivaistico?
"sono sicuramente positive, visto che l'obiettivo del distretto è quello di creare un confronto tra i commercianti, gli artigiani, le cooperative, i ricercatori, l'istituto per la protezione delle piante, le scuole. Si crea un confronto, quindi scambi di opinioni in cui si possono sviluppare problematiche diverse e di conseguenza trovare delle idonee soluzioni"

- Cosa ci si aspetta dalla multifunzionalità del turismo legato alla floricoltura?
"fondamentalmente due cose: la prima è quella di esternare l'immagine dei fiori legata all'ambiente ed al territorio. Esiste infatti, un connubio perché attraverso i fiori si promuove la nostro Riviera, con le sue famose terrazze ed il suo invidiabile clima. Il secondo aspetto è quello di far riscontrare quanto detto, attraverso le aziende, le visite guidate, le dimostrazioni di composizioni floreali. E' sicuramente molto importante che la floricoltura e la promozione turistica viaggino parallelamente"

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