Il senese: Radicofani

Il senese: Radicofani

dalla sua rocca una veduta che spazia dall’Amiata al Lazio, la Val di Chiana, il Lago Trasimeno...

Dalla Rocca, posta sopra un’enorme roccia basaltica, si può godere di un suggestivo panorama che dall’Amiata spazia fino al Lazio, la Val di Chiana il Lago Trasimeno, l’Umbria e, nelle giornate più serene, la catena degli Appennini Centrali. Citata fin dal 978, subì un ampliamento nel 1200 e un rifacimento nella seconda metà del ‘500, dopodichè fu distrutta da un incendio doloso nel 1735. In tempi moderni sono stati ricostruiti i fortilizi ed il torrione quadrangolare. Alla Rocca è legata la leggenda di Ghino di tacco, fuoriuscito senese che alla fine del XII secolo si impadronì del castello e che con improvvise sortite depredava di ricchezze e bagagli i mercanti e i pellegrini che per percorrevano la Via Francigena. Dante lo citò persino in un canto del Purgatorio per aver consumato nei confronti di Benincasa da Laterina una vendetta poichè responsabile dell’uccisione dello zio e del fratello. Questi si recò a Roma, penetrò nel Campidoglio, tagliò la testa al Benincasa per poi tornare a Radicofani dove depose lo scalpo sul torrione del castello. Il Boccaccio gli dedicò la seconda novella della decima giornata del Decameron raccontando l’episodio dell’Abate di Cluny che, costretto a salire al castello, fu curato dal mal di stomaco con solo pane arrostito e digiuno forzato. All’Abate Ghino raccontò di essere diventato bandito non per malvagità ma per reagire ai torti subiti, riuscendo così ad ottenere il perdono. La storia del borgo di Radicofani ricalca quella degli altri centri dell’Amiata; di proprietà dei monaci delll’Abbazia del SS. Salvatore, passò sotto il dominio dello Stato Pontificio, per poi passare a quello della repubblica di Siena e successivamente ai Medici. Oltre alla Rocca merita una visita anche il borgo, il cui monumento più insigne è la chiesa romanica di San Pietro, del XII secolo, che conserva una splendida collezione di terracotte robbiane e la statua lignea della Madonna del castello, di Francesco Valdambrino. interessante anche il Palazzo Pretorio, sede attuale del Municipio la cui facciata riporta stemmi di travertino dei Podestà della Repubblica Senese. Vicino al borgo, lungo la vecchia Via Cassia, è il Palazzo della Posta, splendida villa medicea sorta come residenza di caccia e poi trasformata in albergo dove soggiornarono personaggi illustri. A pochi chilometri da Radicofani, lungo la strada che conduce a Chianciano Terme , si trova la frazione di Contignano, antico borgo già possedimento dei Salimbeni, che conserva ancora i resti delle mura ed il cassero di un antico castello probabilmente costruito dalla nobile famiglia Farnese. Appartenuto nel corso dei secoli a varie nobili famiglie senesi, il castello attualmente è di proprietà della famiglia Muziarelli. di notevole interesse, presso la Pieve di S. Maria Assunta, una tavola lignea di pittore umbro-marchigiano della seconda metà del XIV secolo.

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