Il castello di Rivalta

Il castello di Rivalta

in val Trebbia, nel territorio di Gazzola

Visitato ogni anno da migliaia di turisti, Rivalta è un borgo ottimamente conservato nei suoi vari dettagli d’epoca. Il nome, Rivalta, riconduce all’antichissima Ripa Alta nei cui pressi la tradizione vuole sia avvenuta nel 218 a.c. la famosa battaglia sul Trebbia fra le truppe di Annibale e i Romani. Nei secoli a seguire dovette sorgere una torre o un castrum con relativo presidio che, dopo la caduta dell’Impero Romano, divenne forse arimannia Longobarda e quindi caposaldo franco, a difesa della posizione strategica quale sbocco della Val Trebbia e via che attraverso gli Appennini portava fino a Genova. Le prime notizie inerenti la località risalgono al 1048. Nel secolo seguente Rivalta risulta possesso dei Malaspina. Nel 1255 Oberto Pallavicino, podestà di Piacenza, ordinò la distruzione di Rivalta e di altri fortilizi di parte guelfa. Secondo alcuni documenti del primo decennio del 1300, signore del borgo e del feudo era Obizzo Landi. Nello stesso secolo il castello subisce l’assedio e la distruzione da parte dell’esercito di Galeazzo Visconti. In seguito ricostruito, nel XV secolo la proprietà passa dai Landi al capitano Niccolò Piccinino, per tornare di nuovo ai Landi. Borgo e rocca, alla metà dell’ottocento, pervennero ai conti Zanardi landi di Veano, ramo della famiglia Landi; a loro si debbono il restauro sistematico del complesso e la sua valorizzazione. Nel castello di Rivalta, uno dei più importanti dell’Emilia Occidentale, si possono notare varie fasi di costruzione. Al Medioevo appartengono il massiccio dongione quadrato, l’arco ogivale all’ingresso del paese e la piccola torre semicircolare inserita nel tratto di mura orientata verso sud. Nella seconda metà del 1400 i Landi trasformarono la rocca in fastosa residenza; l’edificio venne ampliato con la costruzione di un palazzo articolato attorno ad un elegante cortile con portici e loggiati, decorato con eleganti fregi in cotto, capitelli e medaglioni. All’interno si susseguono vaste sale signorilmente arredate e ornate da affreschi e il gran salone d’onore lungo 25 metri. Uno scalone settecentesco, dal cortile porta al piano superiore, dove in alcune sale destinate a Museo, si conservano armi antiche e moderne, tre bandiere con gli stemmi degli Scotti di Sarmato e altri oggetti. Settecentesco è pure il grande timpano triangolare su cui campeggia una scritta in latino (Svevo Sanguine Laeta) che ricorda antichi legami di parentela dei Landi con la casa di Svevia. Fra gli altri ambienti di particolare interesse sono la grande cucina arredata con pezzi originali, la sala da pranzo, la galleria e la sala da gioco, le grandi camere da letto riccamente affrescate e arredate con mobili d’epoca e utilizzate per gli ospiti del castello. Il castello è aperto a visite guidate e offre splendide opportunità nelle sale della foresteria recentemente riadattate per matrimoni, convegni e work-shop. Interessante anche il Museo del Costume Militare (epoca 1800-1940). Alcuni vecchi fabbricati sono stati riadattati dai conti Filippo e Francesca Zanardi Landi alla fine degli anni ‘60 dando vita all’ormai noto Ristorante La Rocchetta, con annesso grazioso giardino a picco sul Trebbia, posto ideale per banchetti. Restaurata anche l’antica Locanda del Falco, dove si degustano le specialità gastronomiche piacentine. Del borgo di Rivalta va ricordata anche la chiesa di S. Martino, un suggestivo tempio del 1400. Nelle vicinanze del borgo di Rivalta, un centro ippico ben attivato e un campo da golf nella vicina località di Croara ( 3 km.).


Località : comune di Gazzola, a 17 km. da Piacenza

Orario d’apertura: 9-12 e 15-18,30
sabato, domenica e festivi ore 11 (visita unica)
e 15,15-16,30-17,45, da marzo a novembre;
nei feriali, con prenotazione (min. 20 persone).

Ingresso a pagamento.
Visite guidate.
Chiusura della biglietteria ore 11,30 e 18,00.
Tel. 0523 978.104-886.258 fax 0523 978.300

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castello di Rivalta
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stemma dei Zanardi Landi
stemma dei Zanardi Landi
il Trebbia e Rivalta sullo sfondo
il Trebbia e Rivalta sullo sfondo

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