Gallipoli: informazioni turistiche

Gallipoli: informazioni turistiche

dal greco "kalè polis", vale a dire città bella

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Poche città meridionali esercitano lo stesso fascino di Gallipoli. Sarà per la schietta ospitalità dei suoi abitanti, per la luce che sprigiona dalle sue antiche testimonianze, o per le gloriose vicende del passato, certo è che il forestiero ne viene preso con una immediatezza senza riscontri.
E' la città bella per eccellenza (dal greco "kalè polis", vale a dire "città bella") e vanta origini greche secondo la tradizione, tramandata da Dionisio di Alicarnasso che fa dello spartano Leucippo il mitico fondatore della città. Trovandosi in posizione centrale rispetto alle principali vie marittime dello Ionio e per la presenza di numerose sorgenti d'acqua dolce in prossimità della costa il sito ove sorge la città fu luogo d'elezione per un insediamento, del quale non è difficile intuire una frequentazione preistorica. Sono peraltro recenti i ritrovamenti di età preistorica in località Rivabella e S. Pietro de' Samari nel territorio comunale.
Gallipoli venne retta con proprie istituzioni, propria monetazione e con una giurisdizione territoriale assai vasta che nel momento della sua massima fioritura pare si estendesse su oltre quaranta centri da Porto Cesàreo a Leuca. Le prime incursioni romane nel Salento portano ad una conquista, inizialmente non stabile, delle repubbliche salentine legate a Taranto. Gallipoli viene assoggettata ai Romani nel 265 e, dopo un tentativo di alleanza ai Cartaginesi nel 214 a.C., viene definitivamente sottomessa divenendo statio militaris della XI legione, indi municipium. Durante la dominazione dell'Impero d'Oriente, Gallipoli diviene caposaldo marittimo dello Ionio. Nel 551 è sede vescovile e nel 710 è visitata da Papa Costantino in viaggio da Roma a Costantinopoli.
Gallipoli è l'ultima roccaforte bizantina fino all'invasione normanna ed è l'ultimo caposaldo a cadere nelle mani di Roberto il Guiscardo nel 1071. Nelle lotte fra Svevi e Angioini, Gallipoli resta fedele agli antichi signori ma, dopo la sconfitta di Corradino, subisce l'assedio ferocissimo di Carlo 1 d'Angiò che si protrae dall'ottobre 1268 alla capitolazione nel maggio 1269. Il dominio angioino lascia cospicue tracce nell'architettura della città e dei dintorni. Il secolo XV, col dominio aragonese succeduto a quello angioino, vede Gallipoli in una fase di espansione economica grazie al rifiorire dell'economia e ai traffici portuali in continuo incremento. I Veneziani nel 1484 tentano l'assedio della città che, dopo tre giorni di lotta violentissima, caduto anche l'ammiraglio veneziano Giacomo Marcello, è costretta alla resa. L'occupazione veneziana, durata solo alcuni mesi, mette in moto iniziative tendenti a fare di Gallipoli una base efficiente e fortificata per i commerci col Levante.
Tra il 1491 e il 1492 Francesco di Giorgio Martini, in visita al Salento al seguito del Duca di Calabria, progettò la ristrutturazione della fortezza salentina, che prevede la conservazione del torrione poligonale e la costruzione di 3 torrioni circolari scarpati, alti 23 metri e con diametro di 20 che, con l'aggiunta di un rivellino, avrebbe reso il complesso quadrilatero di fonna pentagonale. Il progetto verrà realizzato fra il 1507 e il 1534 sotto la direzione di Gian Giacomo dell' Acaja.
Quello che valse a Gallipoli l'appellativo di "fedelissima" ed il motto "fideliter exubat", di cui si fregia il suo stemma, fu la resistenza opposta dalla città ai francesi nel 1528. Tra il 1603 ed il 1607 viene realizzato il monumentale ponte di accesso alla città con 12 arcate e nel 1630 ha inizio la costruzione della nuova Cattedrale sorta sulle fondamenta della vecchia in stile normanno-pugliese; ne furono costruttori due capi-mastri, i gallipolini Bischettini e Lachibari su disegno dell' architetto, pure gallipolino, Giovan Bernardino Genuino. Tale opera denota il perdurante legame, in pieno '600, col classicismo cinquecentesco, nella concezione spaziale dell'interno, cui fa riscontro la severità canonica dell'ordine dorico nella parte inferiore della facciata, mentre la parte superiore, completata nel 1696, presenta motivi decorati vi tratti dal repertorio Zimbalesco. Questo periodo che segna la progressiva trasformazione della città da piazzaforte difensiva a scalo portuale-commerciale, specialmente dell'olio, conferisce un respiro e una dimensione più ampia alla vita delle classi dominanti. Il proliferare di confraternite e la prosperità del ceto dirigente locale, producono un impulso notevole nell'edilizia civile e religiosa fra il XVII e XVIII secolo e le opere erette allora sono , oggi ammirate da milioni di visitatori. L'ultima vicenda bellica nella quale si distinse Gallipoli, risale al 1809, quando attaccata dalla flotta inglese, seppe rispondere alle settecento cannonate delle navi britanniche.

da Guida al Salento 1993 - Itinerari Editore

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