Cortemaggiore: cenni storici

Cortemaggiore: cenni storici

visita al centro e alla Collegiata di Santa Maria delle Grazie

Km. da Piacenza 22
Altitudine 51
C.a.p. 29016
Guardia Medica tel. 0523.836575
Municipio 0523.836524
Carabinieri tel. 0523.836527

Città dall’urbanistica rinascimentale, vive una storia non ben definita fino al 1457 quando, con la morte di Rolando I Pallavicino, il territorio tocca in sorte ad uno dei figli, Gian Lodovico, che nel 1479 parte da Busseto per fondare la sua nuova capitale. In onore della nuora Caterina Laura Landi, il marchese chiama la città Castel Lauro. La planimetria del paese richiama la “forma urbis” romana, con un’asse principale al quale si attestano percorsi ortogonali che delimitano lotti regolari. Al centro della piante, il sistema costituito dalla piazza grande e dalla Collegiata di S. Maria delle Grazie, situate ai lati dell’asse principale. Lungo l’asse ortogonale maggiore si trovano la chiesa ed il convento dei Frati Minori, a circa 300 metri dal centro urbano. Ad interrompere la regolarità della scacchiera, a sud-est, erano gli edifici marchionali: la Rocca, oggi perduta, e il Palazzo Residenziale di cui resta circa un quarto della struttura originaria. Quattro porte si aprivano nella cinta difensiva, a garantire collegamenti col territorio dello stato Pallavicino. La struttura del centro, nel suo insieme, non presenta a tutt’oggi profonde modificazioni, nonostante l’espansione dell’abitato e la costruzione in tempi successivi di diverse chiese ed edifici, nonché la demolizione di altri. All’occhio del visitatore si offre la vista della via centrale, di larghezza veramente inusiata per quei tempi, ornata dagli altissimi e vasti portici, che circondano anche la Piazza Grande. Fino al 1585, con la morte del marchese Sforza Pallavicino, Cortemaggiore visse i fasti di capitale; nel 1587 venne annessa al Ducato dei Farnetti. Ciò nonostante fino ai primi anni dell’Ottocento la città fu retta autonomamente dal Consiglio di Comunità, quindi seguì le sorti dell’Italia Risorgimentale, fino a giungere, nel 1949, all’appuntamento con il suo secondo fulgido periodo, sotto gli auspici di Enrico Mattei e dell’Agip. Meritano una visita la Collegiata di Santa Maria delle Grazie con le sue pregevoli opere d’arte e gli affreschi del Pordenone all’interno della Chiesa di San Francesco.

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