Conoscere Roma: la storia

Conoscere Roma: la storia

la Roma Antica

Aver occupato, sin dalla fondazione, una sorta di luogo crocevia tra nord e sud,
tra la foce del piùtante fiume dell'Italia peninsulare e le regioni
appenniniche, in equilibrio tra l'area di influenza etrusca e di influenza
greca, ha significato per Roma porre le basi della sua netta e decisa espansione
geografico culturale.
Quasi certamente a metà dell'VIII secolo modesti villaggi di capanne, fatte con
canne ed argilla ed abitate da pastori e contadini, sorgevano su quattro dei
sette colli. Resti di tali insediamenti originari sono stati rinvenuti sul
Palatino, il colle dove, secondo lo storico Livio, Romolo con l'aratro tracciò,
il 21 aprile del 753 a. C., il solco quadrato della città.
Più che di un unico sito, si trattava di un sistema di insediamenti che, dalle
alture, si estese via via sino alla zona bassa e paludosa dove, in seguito,
sarebbe sorto il foro, centro di riunione e di rappresentatività politica. Gli
assi principali di questo iniziale sviluppo furono costituiti dal Palatino,
dallo scalo fluviale, dove poi sorgerà il Foro Boario, e dal guado del Tevere in
corrispondenza dell'Isola Tiberina.
Nel VII sec. a. C. la città fu conquistata dai vicini Etruschi e governata dalla
famiglia dei Tarquini. Roma rafforzò, in questo periodo, il controllo sulle
proprie attività commerciali e sul passaggio del fiume. Si costruirono nel 600
a. C. la Cloaca Massima, ancora oggi in funzione, e nel 565 le Mura Serviane,
contribuendo così alla unificazione dei diversi nuclei in un grande unico
agglomerato urbano. Queste due opere sono tra l'altro le uniche rimaste di epoca
etrusca. La penetrazione nel territorio seguì le direttrici stradali principali
che, nel periodo repubblicano, diverranno il grande sistema delle vie consolari,
che ha determinato, fino a tempi recenti, il rapporto tra la città e il resto
della penisola.
Nel 509 a C. ebbe fine il dominio etrusco, e Roma divenne così una repubblica
retta da due consoli eletti annualmente; il senato costituiva il consiglio
supremo dello stato, mentre una norma prevedeva la nomina di un dittatore in
caso di guerra. Nel 494 a. C., in seguito all'intervento di Menenio Agrippa,
venne istituita la carica di Tribuno della Plebe. Qualche anno dopo la città
riportò la prima vittoria contro i Latini e, per commemorarla, fu costruito il
tempio di Castore e Polluce.
Nel 396 a. C. i Volsci e gli Equi accettarono la pace con Roma che, nello stesso
anno, ottenne la definitiva vittoria su Veio, la città etrusca rivale; la
sconfitta prima dei Sanniti e poi di Taranto estese il dominio di Roma dal Mar
Ionio sino quasi a Pisa e a Rimini. A metà del II secolo a. C, dopo aver
completato la conquista della Grecia e combattuto le Guerre Puniche fino al 146
a. C., con la distruzione di Cartagine Roma divenne la dominatrice incontrastata
del Mediterraneo. Le legioni romane, sempre più forti anche politicamente,
consentirono a generali come Mario, Silla, Pompeo e Cesare di conquistare il
potere. Già all'inizio del duecento a. C. Roma contava mezzo milione di
abitanti, e si trovò a fronteggiare molti problemi demografici e urbanistici.
Dal terzo secolo in poi si pose mano ad un grande rinnovamento della città,
comunque centrato sul Foro (provvisto di edifici di rappresentanza, le
basiliche), intorno al quale si disposero i nuovi quartieri residenziali. Sino
al I secolo a. C. gli edifici erano ancora costruiti in conglomerato e mattoni e
solo alcuni erano in marmo. Quando i pozzi cittadini non furono più in grado di
soddisfare le esigenze idriche della città, si realizzarono lunghi acquedotti
(sino ad 80 km). Fu aperta la via Flaminia per collegare Roma con l'Adriatico,
aggiungendosi così all'altra grande via consolare, l'Appia. Furono costruiti gli
horrea lungo gli scali del Tevere ( il Monte Testaccio, o Monte dei Cocci,
sorgerà infatti come prodotto dello scarico di innumerevoli anfore).
Gli edifici più belli di epoca repubblicana, arrivati sino a noi, si trovano nel
Foro Boario, nell'area sacra di Piazza Argentina e sull'Isola Tiberina, dove è
situato il ponte Fabricio, ancora usato dai pedoni.
Con Giulio Cesare iniziò una nuova fase dell'urbanistica romana. Venne
pianificata l'espansione della città nel Campo Marzio, cominciarono ad
aggiungersi all'antico foro nuove piazze porticate, si costruirono il Foro di
Cesare e la Basilica Giulia. Dopo le guerre civili, che seguirono l'assassinio
di Cesare (44 a. C), Augusto divenne il primo imperatore ( 27 d. C.) ed uno dei
più grandi che Roma abbia mai avuto. L'inizio della istituzione imperiale
rappresentò una svolta nella concezione della città. Augusto emanò un
regolamento edilizio e promosse la costruzione di numerose opere pubbliche, tra
cui una prima edificazione del Pantheon e le Terme di Agrippa in Campo Marzio;
fece edificare inoltre il Teatro Marcello, il Foro di Augusto e il Mausoleo
dell'Imperatore. La Roma imperiale, che aveva oltrepassato il milione di
abitanti, nulla tralasciò per esprimere anche in termini architettonici e
urbanistici il ruolo di maggiore potenza del mondo antico. Alle divinità
tradizionali si aggiunsero gli imperatori divinizzati, desiderosi di "mettere in
scena", attraverso la maestosità di opere architettoniche e monumentali, il loro
potere. Il Colle Palatino si ricoprì gradualmente dei palazzi residenziali degli
imperatori. Nerone, dopo l'incendio del 64 d. C, pianificò una innovativa
ricostruzione della città e destinò a propria dimora una vastissima area
centrale, trasformata in una sontuosa reggia: della Domus Aurea però i
successivi imperatori operarono una vera e propria cancellazione, sancita dalla
costruzione del Colosseo nel 72 d. C., nell'area del lago della villa. Tra il I
secolo a. C. e il III secolo d. C. la città si espanse enormemente: i Flavi
costruirono il Foro della Pace e lo Stadio in Campo Marzio (Piazza Navona);
Traiano fece erigere la omonima colonna e costruì i Mercati Traianei a ridosso
del Quirinale; sotto Adriano venne ridisegnato il Pantheon, si sistemarono i
porti di Ostia e Civitavecchia e si costruì la splendida Villa Adriana a Tivoli.
Tra il terzo e quarto secolo i complessi che meglio riuscirono a rappresentare
la città furono quelli termali (Terme di Caracalla e di Diocleziano). La
posizione delle terme, al di fuori dell'antico nucleo, segnò i nuovi limiti di
Roma, che verranno fissati nel 270 d. C. dalla gigantesca cinta muraria di
Aureliano. La città di mattoni repubblicana si fece marmorea e monumentale, in
grado di resistere alle trasformazioni urbane dei successivi quindici secoli.
Con la fine dell'impero, nel 476 d. C., insieme ai grandi complessi monumentali,
Roma consegnò alle epoche successive la struttura della rete stradale, la cinta
muraria, ma soprattutto, un inestimabile patrimonio artistico e culturale.

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