Conoscere Roma - La Mostra dell'Agricoltura e Bonifiche

Conoscere Roma - La Mostra dell'Agricoltura e Bonifiche

nel quartiere EUR

Dati
sup. coperta mq 12.200; cubatura mc 262.000

Progettisti
P. Marconi, G. Samonà, G. Viola

Concorso
vedi Piazza Imperiale

Inizio e fine lavori
Parzialmente costruito tra il febbraio del ‘40 e il luglio del ‘41 l’edificio viene solo in parte ultimato nel dopoguerra.

Destinazione attuale
Gli edifici costruiti ospitano gli uffici della Polizia Scientifica. L’area prospiciente il lago è occupata dal grattacielo dell’ENI.

Il progetto

Il complesso del Museo dell’Agricoltura e Bonifiche fa parte di quegli edifici permanenti la cui costruzione venne appaltata a terzi e il cui progetto venne affidato ai progettisti con incarico diretto anziché tramite concorso.
Già nel Piano del ‘38 di Piacentini l’edificio era ubicato all’estremità est dell’asse longitudinale del lago, contrapposto al fondale naturalistico del Teatro all’aperto. Il complesso era composto da quattro corpi di fabbrica: due di forma semicircolare, prospicienti la sponda del lago, e due rettilinei sul fronte posteriore, tutti uniti tra loro da un percorso a più livelli che, elemento panoramico porticato attorno al lago, diventava vero e proprio collegamento con gli altri edifici sovrappassando la strada retrostante (oggi V.le dell’Arte).
L’edificio ad esedra, che doveva raccogliere e concludere la prospettiva naturalistica delle sponde del lago, le circondava con un’ampia scalinata con la quale, dai giardini sottostanti, si raggiungeva la quota d’ingresso; al livello superiore si stagliava, staccata di sei metri dal perimetro murario, la quinta architettonica del grande porticato a doppia altezza da cui si accedeva direttamente alla riva del lago tramite delle scalinate poste sulle testate. I prospetti e la distribuzione di questo corpo di fabbrica subirono molte variazioni in fase progettuale che, pur nel rispetto dell’impianto generale, portarono a delle modifiche sostanziali anche della struttura che, inizialmente pensata in cemento armato, nella versione definitiva fu prevista in mattoni e tufo.
Le esedre non furono comunque completate prima della guerra e, sebbene ancora presenti nel piano di fabbricazione del ‘51-’52, vennero poi stralciate dal piano definitivo del 1960, al loro posto sorse, in epoca successiva, il grattacielo dell’ENI.

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