Chiesa SS. Annunziata ed ex convento dei Domenicani a Mesagne

Chiesa SS. Annunziata ed ex convento dei Domenicani a Mesagne

di chiara impostazione culturale domenicana in Borgo Nuovo

L’attuale struttura della Chiesa, ad una sola navata, fu iniziata nel 1702 per essere ultimata nel 1750 e fu realizzata sul luogo dell’antica chiesa cinquecentesca, anch’essa dedicata all’Annunciazione, della quale resta un solo, significativo elemento superstite: il cosiddetto portale della Veronica ora murato su via Antonio Corsi sotto il rosone dell’abside.
Il portale della Veronica è una delle poche opere rinascimentali di Terra d’Otranto datate e firmate: esso fu realizzato da Francesco Bellotto, scultore di Nardò e reca la data del 1555, come ancora agevolmente si può notare osservando i cartigli a destra ed a sinistra del portale. Nel lunotto centrale del portale è raffigurata la Vergine del Rosario, con ai lati la scena dell’annunciazione, mentre proprio sull’architrave si trova il lino della Veronica, sul quale Gesù impresse il proprio volto nel corso della Passione. L’opera si completa, proprio sull’architrave, con una scena di ampio respiro e di grande plasticità.

L’attuale chiesa, di chiara impostazione culturale domenicana, è un autentico scrigno d’arte: sull’ultimo altare a sinistra, prima di quello maggiore, vi è la tela, datata 1617 e firmata dal mesagnese Gian Pietro Zullo, che ritrae la Vergine col bambino che appare a San Giacinto. Ma nella chiesa si conservano anche altre preziose opere: diversi dipinti attribuibili a Zullo; un crocifisso ligneo attribuito a padre Angelo da Pietrafitta; una tela con il beato Lorenzo da Brindisi attribuita ad Oronzo Tiso, ed una tela raffigurante la Natività, opera del ruffanese Francesco Saverio Lillo, che la realizzò nel 1772.

Borgo Nuovo
La storia della Chiesa e del convento dei domenicani va considerata nel contesto del cosiddetto Borgo nuovo, che iniziò a sorgere alla fine del XVI secolo. Nel 1605 esso era già consistente, quanto a popolazione residente, perciò, per agevolare i collegamenti con il centro cittadino, fu costruita la Porta Nuova. Il dato più rilevante è che tale insediamento, alla fine del XVII secolo, era esteso fino all’attuale piazza Garibaldi ed aveva come cardine l’attuale via Epifanio Ferdinando, che ancora nel dialetto viene indicata come “Bùrriu”, Borgo appunto.

E proprio lungo la via Epifanio Ferdinando, di recente riportata al suo originario lastricato, e nelle immediate vicinanze, sorgono esempi di architettura civile che descrivono le diverse epoche ed i ceti che li hanno realizzati, nonché esempi di architettura sacra, legati alla devozione familiare o alle esigenze di culto di agglomerati cittadini minori. Esempi della prima possono essere considerate le cappelle della Madonna d’Andria e di San Giuseppe, mentre testimonianza delle esigenze di culto, può essere considerata la chiesa secentesca di S. Antonio abate, che sorgeva all’incrocio delle vie Catiniano e Zullo.

da www.comune.mesagne.br.it

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