Castelnuovo Berardenga

Castelnuovo Berardenga

fra le numerosi fortificazioni emerge il Castello di Montalto

Collocato tra le ultime propaggini dei Monti del Chianti e la tipica zona delle Crete senesi, Castelnuovo Berardenga è un antico insediamento la cui topomastica ha origini etrusche e soprattutto latine. La Berardenga prende il nome dal nome Berardo, di stirpe franca, vissuto nella seconda metà del X sec. e discendente dalla famiglia Guinigi, che dopo aver tenuto il Ducato di Siena, si ritirò in questa zona tra la fine del X sec. e l’inizio del XIII. Nel 1050 ricorre per la prima volta il termine “Terra Berardinga” successivamente variato in Berardenga, e per la sua importanza strategica come terra di confine, all’inizio del XIV secolo fu costituita sede di un vicariato e, successivamente, nel 1366 il Consiglio generale di Siena ne deliberò la costruzione di un nuovo castello. Un tratto di muro e una torre assai rimaneggiata sono gli unici resti delle fortificazioni che, alla fine del Quattrocento, subirono consistenti rifacimenti. L’aspetto urbanistico che oggi predomina a Castelnuovo è senza dubbio la principesca Villa Chigi Saracini, oggi dell’Accademia Chigiana, che col suo grandioso parco si contrappone al vecchio centro storico. La chiesa della ex abbazia dei Santi Salvatore e Alessandro di Fontebuona a Campi, poi detta della Berardenga, resta la più cospicua testimonianza di architettura romanica della zona. della più antica organizzazione territoriale ne sono ricordo la Pieve Asciata, nel settore occidentale del territorio comunale e in diocesi di Siena, e le pievi di San Felice in Pincis e di Pàcina, in quello orientale, in diocesi di Arezzo. Della Pieve Asciata si evidenziano i resti delle fortificazioni erettevi nel XIII secolo, una torre delle quali ne divenne il campanile; ma i resti di alcune archeggiature sul fianco sinistro dell’attuale edificio dimostrano che esso, in epoca preromanica, era a tre navate. Della Pieve di San Felice niente resta delle antiche strutture, mentre quella di Santa Maria a Pacìna, conserva, soprattutto all’esterno, importanti testimonianze della sua origine altomedievale. Numerose altre chiesette suffraganee di quelle ricordate, testimoniano il grandioso sviluppo economico e demografico registrato in queste campagne fra il XII e il XIII sec.; è il caso delle chiese di Quercegrossa, di Catignano, di Guistrigona, di Cerreto. Soltanto la Chiesa di Sant’Ansano a Dòfana, non lungi dal cippo che ricordava la battaglia di Montaperti, presenta un insolito impianto centrale a base ottagonale. Un altro grande monastero presente nel territorio di Castelnuovo Berardenga era la Certosa di Pontignano, oggi collegio dell’Università di Siena. Fondata nel 1343 fu notevolmente ampliata fino a divenire uno dei più grandiosi complessi monastici del Senese. saccheggiata e semidistrutta nel ‘500, fu riportata agli splendori all’inizio del Seicento arricchendola di affreschi del Vanni e del Poccetti. Il territorio di Castelnuovo Berardenga è caratterizzato, oltre che dalle edificazioni votive, da un elevato numero di castelli giustificati dal forte potere gestito dai Berardenghi e dal fatto di essere sulla linea di confine tra le giurisdizioni di firenze e di Siena. Tra le tante fortificazioni una delle pù famose è certamente il Castello di Montalto, posseduto dai Berardenghi fin dall’XI sec., ma che nel successivo figurava assoggettato all’amministrazione fiscale cittadina. Più volte danneggiato, il castello fu ristrutturato in stile nel secolo scorso pur mantenendo buona parte delle originali apparecchiature difensive. Altre testimonianze insediative del Medioevo sono altresì dimostrate dai resti di ville, di case coloniche e di case signorili che, anche nel toponimo, ricordano la loro antica funzione: Palazzo, Palazzaccio, Palagione, La Torre.

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