Casa-grotta, Casa dell'Igumeno, Cattedrale, Necropoli

Casa-grotta, Casa dell'Igumeno, Cattedrale, Necropoli

a Mottola nel tarantino

Proseguendo per qualche decina di metri lungo la cengia dello spalto ovest cominciamo ad imbatterci nelle grotte del villaggio.
La prima casa-grotta che incontriamo, ove la famiglia viveva insieme agli animali da soma, è posta al disotto della cosiddetta "Casa dell'Igumeno".
La casa-grotta presenta prima dell'ingresso un'area di pertinenza attualmente parzialmente interrata, che mostra una mangiatoia ed una vasca-abbeveratoio per animali.
Una croce patriarcale o di Lorena graffita sulla facciata rocciosa è posta presso la grande cisterna a campana ancora intonacata e della profondità di oltre quattro metri, recapito di una serie di canalette per la raccolta delle acque, che presenta ancora evidente il foro di alloggiamento della potrticina lignea che la proteggeva.
In prossimità della cisterna, proprio all'ingresso della grotta, sulla sinistra è scavata nel tufo una piccola vasca con strigaturo per lavare i panni. L'ambiente è diviso da un pilastro centrale risparmiato nello scavo in due aree ben distinte: a sinistra lo spazio riservato agli animali, a destra gli spazi utili alla famiglia ed il focolare.
Nell'area riservata agli animali, sulla parete ed ancor di più sul pavimento, sono evidenti i buchi ove si impiantavano le palificazioni che formavano tre piccoli steccati utili a contenere asini di piccola taglia, e al di sopra di essi un ampio foro areatore.
Questa zona presenta una mangiatoia, un nicchiane per conservare la paglia, una nicchia più piccola per conservare strumenti e finimenti e due fovee, quella più vicina all'ingresso probabilmente utile a raccogliere i liquami degli animali, quella più lontana per la conservazione delle granaglie per l'alimentazione.
Sulla destra dell'ingresso abbiamo invece il focolare, ovvero la cucina a pianta semicircolare, con una ampia finestra e la canna fumaria, nella quale una serie di fori orizzontali posti a poco più di mezzo metro dal pavimento fanno supporre l'esistenza di un piano di lavoro o di un sedile.
La grotta, ricca di reperti fossili, presenta ancora sulla parete destra una nicchia per oggetti e vestiario e due grandi nicchie-alcove poste di fronte all'ingresso, nelle pareti delle quali si intravedono chiaramente i fori ove alloggiavano le palificazioni che sostenevano i giacigli degli abitanti della grotta.
La cosiddetta "Casa dell'Igumeno" è una struttura abitativa rupestre della lunghezza di mt. 15,00 circa, dotata di due ingressi che riproducono con finte arcate gli architravi romanici. Entrando dall'ingresso di sinistra, sulla sinistra è graffita una croce racchiusa in un solco a mandorla, ed una volta nella grotta sempre sulla sinistra troviamo il vano semisferico adibito a cucina-focolare, con una piccola finestra, la caviglia per appendere la caldaia e tracce degli originari piani di lavoro. Di fronte alla cucina si apre un vano dotato di due nicchie con quattro incavi in ciascuna per potervi collocare i "capasi", recipienti tradizionali ove venivano posti i cibi a lunga conservazione.
Da questo vano si ha un difficoltoso accesso ad una ulteriore grotta-deposito, posta su livello più basso. Ritornando verso gli ingressi, essi fronteggiano due grandi nicchie-alcove, mentre sulla parete destra si apre la bassa porticina di un piccolo vano, sulla cui architrave sono incise tre croci.
La cura nell'escavazione, le dimensioni dell'antro, la presenza di numerose croci graffite alle pareti hanno fatto supporre agli studiosi che la Casa dell'Igumeno sia stata dunque la dimora di un personaggio di una certa importanza, molto probabilmente religioso (l'igumeno era il capo spirituale delle comunità di monaci orientali), considerando che essa è attigua alla grande chiesa rupestre denominata "Cattedrale".
La mancanza in questa abitazione di un pozzo o di una cisterna per l'indispensabile approvvigionamento idrico, nonchè la assenza di tracce di spazi riservati agli animali da soma - che invece ritroviamo abbondanti presso la casa-grotta sottostante - fa pensare che molto probabilmente le due strutture costituiscano nell'insieme un unico complesso abitativo, un vero e proprio "palazzo" di dimora di più persone e nuclei familiari, nel quale questo genere di servizi comuni erano "decentrati" al livello più basso. A pochi passi dalla Casa dell'Igumeno troviamo la cosiddetta Cattedrale, la grande chiesa rupestre che rappresenta quasi certamente una delle più antiche cripte del comprensorio della Terra delle Gravine. La pianta della chiesa - che mostra un orientamento non liturgico con le absidi poste ad ovest, comune nelle chiese precedenti il Mille - è mononavata, divisa all'incirca a metà da due pilastri ad arcate formanti una iconostasi. L'abside centrale, che ospita un altare di tipo greco (discosto dalla parete) ed un subsellia (sedile) perimetrale, mostra sulla parete tre croci graffite.
L'altro abside è posto a destra del primo, mentre a sinistra vi è un arcone che delimita una grande nicchia ove sono graffite altre tre croci.
La grande chiesa rupestre non è attualmente visitabile, a causa della pericolosità di una serie di crolli che hanno interessato la parte anteriore, prospiciente all'ingresso originario.
All'esterno, su una piccola spianata del banco roccioso troviamo una piccola e tipica necropoli medioevale, che presenta alcune tombe a pianta rettangolare ed a sezione trapezoidale, con la base più piccola rivolta verso l'alto.

da www.comune.mottola.ta.it

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