Bolzano ieri e oggi

Bolzano ieri e oggi

e le sue origini preistoriche

Bolzano ha origini preistoriche, ma il vero centro abitato nasce solo intorno al XII secolo d.C. e storicamente deve la sua espansione e la sua fortuna alle fiere medievali e ai commerci, favoriti com'erano dalla posizione geografica.
Fin dai primi tempi vi convissero mercanti di origine tedesca e italiana e pian piano la città cominciò ad assumere sempre più una funzione di ponte tra le due culture. Nel corso dei secoli la città è così cresciuta, dal punto di vista architettonico, attraverso vari stili, dal barocco al rococò, fino allo Jugendstil, neo gotico e neo romanico. Sotto il fascismo, Bolzano, nell'ambito della politica di "italianizzazione", si sviluppò con un'impronta maggiormente italica, un'architettura razionalista imperniata attorno al Monumento della Vittoria, simbolo del tentativo di snazionalizzazione della popolazione di lingua tedesca. Ma ciò non ha potuto impedire il fatto che ancora oggi si possa avvertire in ogni angolo di questa città di confine una peculiare bipolarità che la pone a vivere l'incontro di due lingue, di due culture, di due civiltà, di due mondi, il latino e il germanico, l'uno dall'altro attratti e allo stesso tempo respinti. Bolzano non appare come una città singola fortemente urbanizzata contrapposta al paesaggio agricolo e naturale circostante. E infatti essa sembra vivere in simbiosi con il verde: non solo il grande parco del Talvera, ma perfino i vigneti, che ricoprono un terzo del territorio comunale, si insinuano fino a sfiorare il centro storico.
La zona più orientale è persino coperta di palme, cipressi e ulivi che in primavera creano un suggestivo contrasto con le vette dolomitiche innevate sullo sfondo. Il capoluogo altoatesino ha fama di essere la città più fredda d'Italia: in realtà la stupenda conca in cui è situato il capoluogo dell'Alto Adige raggiunge temperature notturne molto rigide, ma di giorno gode di un clima molto mite grazie alla prolungata esposizione al sole, al clima secco e all'assenza totale di nebbie e foschie. Il "cuore" del centro di Bolzano è sicuramente Piazza Walther, il "salotto buono" della città, realizzata all'inizio dell'Ottocento al posto dei vigneti che ancora si estendevano tra la città medievale e la parrocchiale: si tratta di una piazza ampia e regolare al cui centro troneggia il monumento a Walther, grande poeta tedesco del medioevo, e che nel corso degli anni è stata abbellita da vari prestigiosi edifici. Al lato sud-ovest della piazza si affaccia la possente costruzione gotica del Duomo dedicato a S.Maria Assunta. Eretto nei secoli XIII e XIV in stile romanico, fu successivamente ampliato e modificato in stile gotico. Gravemente danneggiato dai bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale fu in seguito fedelmente ricostruito. Dal punto di vista pittorico, è il monumento più importante della città con affreschi di scuola giottesco-padovana e affreschi di Federico Pacher. Piazza delle Erbe è luogo di mercato fin dal 1295; al suo centro si erge la fontana settecentesca del Nettuno.
Nei pressi della piazza è anche la chiesa gotica dei Francescani, con un ricco altare intagliato e affreschi gotici e tele del XVIII secolo.
La stretta via dei Portici non è solo il nucleo originario della città, ma è anche il luogo dove più immediatamente si coglie l'antico carattere mercantile di Bolzano. Le case dei Portici fungevano insieme da abitazione, bottega e magazzino. Gli edifici, oggi visibili nelle forme assunte nei secoli XVII e XVIII, conservano l'originaria struttura medievale. Bolzano è sicuramente una città in grado di mischiare perfettamente divertimento e cultura ed è anche un punto strategico per il turismo posta com'è tra la splendida città vescovile di Bressanone e la città "del vino" Merano. Queste le parole che R. Messner, famoso scalatore, ha voluto spendere per questa città: "Per me Bolzano è una montagna travestita da città; come ti sposti cambia aspetto, ti allontani e il profilo è un altro, ci torni e la scopri di nuovo diversa. Parla lingue diverse. É un'attrice, proprio come la montagna, affascinante e contraddittoria, altera e comunicativa, disponibile e fredda".

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