Bisceglie e i Dolmen

Bisceglie e i Dolmen

sorgono in luoghi elevati e sono rivolti a est

Tipico monumento megalitico con funzione di sepolcro-altare, il dolmen (da una parola bretone che significa «tavola di pietra») si fa risalire all'età del bronzo (3000-1000 a.C.). Nella forma più semplice, è costituito da una grande lastra di pietra che poggia orizzontalmente su altre due verticali, conficcate nel suolo. La cella continua in un corridoio allo scoperto(dromos) alcuni metri. I dolmen sorgono in luoghi elevati e sono rivolti a est, donde l'ipotesi che le genti dolmeniche praticassero il culto del dio Sole. Se ne trovano sparsi in Europa, specie in Bretagna, nel Nord Africa, in Persia e in India. In Puglia se ne contano una ventina, tra cui i più grandi e suggestivi sono i dolmen di Bisceglie.

Dolmen dei Paladini
Si percorre via S. Andrea fino al Km 9° (dopo le curve di S. Croce, all'altezza della masseria Cimadomo). Si prende il secondo viottolo in pendenza sulla destra (vicino al frantoio delle pietre) e si raggiunge una parete campestre. Procedere lungo questa a mano sinistra, per un centinaio di metri, scavalcare il muro di pietre ed ecco il monumento. E' un grosso dolmen: sui tre lastroni della cella poggia un'enorme lastra di copertura. E' privo del dromos, esistente al tempo della scoperta. Unico reperto fu un pezzo di piccolo vaso che doveva contenere materia colorante, usato nei riti funebri. E' lungo m 2,75.

Dolmen di Albarosa
Su via Ruvo (passare il ponte dell'Autostrada al km. 5), imboccare dopo circa 600 mt. una carreggiata sulla destra; al primo bivio svoltare a sinistra. Dopo mt. 150, incrocio a tre: prendere la carrareccia di mezzo (c'è un pozzo) e poi sempre diritto per 800 mt. circa (la stradina passerà su un muretto di pietra) fino a giungere a una capanna: alle cui spalle, a pochi metri, c'è il dolmen. Si tratta di un tipico tumulus-dolmen, cioè di una tomba megalitica posta in un cumulo di pietre, dove i primitivi solevano celare le tombe quando trasmigravano. E' formato da sette lastroni verticali, tutti costituenti le pareti del sepolcro. Vi si rinvennero una discreta quantità di ceramica lavorata, ossa umane, schegge di selci e 5 bollitoi di pietra calcarea di varia dimensione, lavorati da mano umana. E' posto a breve distanza dal dolmen della Chianca e si ritiene eretto dallo stesso popolo costruttore di quel dolmen. Nella zona s'incontrano una ventina di specchie, sparse nel terreno a breve distanza tra loro. Si tratta di misteriosi cumuli di pietre e terra in cui si celano probabilmente altri dolmen. In una specchia infatti fu scoperto il tumulus-dolmen di Albarosa.

Dolmen della Chianca e Torre di Gavetino
S'imbocca via S. Andrea fino al 4° km. All'incrocio, prendere a sinistra per la strada asfaltata e, dopo circa 1 km, fermarsi al quadrivio: a destra si raggiunge il dolmen (m 200); a sinistra, si va alla Torre di Gavetino (a 1 km circa). Il dolmen della Chianca è il più perfetto e noto tra i monumenti preistorici d'Italia e il più interessante d'Europa. Consta di una cella quadrangolare (alta al centro m 1,80) formata da lastroni verticali, due per le pareti laterali, una per quella di fondo: su di essi poggia orizzontalmente un quarto lastrone più grande che forma il tetto (lungo m. 3,85, largo m 2,40). La cella continua in un corridoio allo scoperto (dromos) lungo m 7,60, cinto da piccole lastre di pietre poste verticalmente. Nella cella si rinvennero ossa di animali in parte bruciate (avanzi di banchetti funebri) e frammenti di piccoli vasi, alcuni coltelli di pietra, scheletri di adulti e bambini alla rinfusa e due scheletri in posizione rannicchiata. Il monumento è orientato, come tutti gli altri dolmen, a E.. La sua scoperta è avvenuta nell'agosto del 1909, ad opera degli studiosi M. Gervasio, A. Mosso e F. Samarelli.

La Torre di Gavetino, ben conservata, è una torre militare di vedetta e risale probabilmente ad epoca sveva. E' visibile dal dolmen della Chianca.

Dolmen di Frisari
Per via Ruvo, dopo il ponte dell'Autostrada, s'imbocca il primo bivio sulla sin.. Si percorre la carraia per circa Km 2 fino al quadrivio: per il dolmen si gira a destra e, dopo m 100, lo s'incontra sulla destra, nella campagna, appena affiorante dal terreno. E' molto mutilo e ancora inesplorato. Prende il nome dalla vicina masseria Frisari.

Dolmen di Giano
Sito in zona Santeramo, al confine con l'agro tranese. Di esso rimaneva in piedi, fino a qualche anno fa, un lastrone verticale con intorno frammenti del lastrone di copertura. E' stata interamente distrutta la parte emergente dal suolo, per farvi una massicciata.

da www.comune.bisceglie.ba.it

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