Artigianato a Martina Franca

Artigianato a Martina Franca

ferro battuto, ricami, terracotta, ceramiche, maioliche...

ferro battuto
Il ferro battuto è sicuramente fra le attività artigianati che maggiormente hanno inciso sul profilo estetico del borgo antico. Balconate spanciate di reminiscenze borromiane, volute e girali che decorano le balaustre, quasi ad imitare l’arte del ricamo, decorano le facciate di ogni palazzo storico. Gli stessi vicoletti del borgo antico sono illuminati, tuttora, da lampioni in ferro battuto decorati da girali e foglie attorcigliate su se stesse. Un tempo le botteghe di artigianato di ferro battuto erano collocate in diversi monolocali, ed ancora oggi si conservano testimonianze dell’archeologia industriale di questo settore nel quartiere della Lama.
Dai laboratori uscivano ed escono inferiate verticali, a freccia, ad S, testate di letti, lampadari, applique, candelieri, lampioni, cancellate, balaustre, specchiere, tavoli e tavolini di ogni dimensione e forma. Il tempo passa ma la tradizione del ferro battuto continua ad incantare grazie all’opera di artigiani che hanno saputo mediare fra l’originalità dell’arte del passato e le tecniche moderne di produzione.

Ricami
Dagli ovini si ricavava la lana, dalle colture di lino, di cotone e di seta i fili pregiati che avrebbe tessuto coperte, lenzuola, tovaglie, asciugamani, vestiti ecc. camicie. Le donne con ago e filo o con il telaio producevano la biancheria per la propria famiglia, e le ragazze più brave realizzavano autentici capolavori di arte applicata per le famiglie più prestigiose. I corredi da sposa delle fanciulle venivano preparati in tenera età, cosa che ancora alcune mamme premurose continuano a preparare e a mettere da parte.
Chi poteva permetterselo lo faceva non solo ricamare ad intaglio, a punto a giorno, a punto ombra, ed altro, ma aggiungeva anche preziosi merletti a tombolo, chiacchierino, a pungo d’ago, realizzati pazientemente da abili mani di merlettaie del paese. Ancora oggi Martina Franca può vantare abili ricamatrici e merlettaie che rispettando la tradizione continuano a filare secondo l’arte di un tempo.

Terracotta, Ceramiche, Maioliche
Nei secoli passati Martina aveva una fiorente attività figula, alquanto raffinata e di gran lunga superiore a quella dei paesi limitrofi, al fine di soddisfare le esigenze della facoltosa borghesia locale. I piatti, le fruttiere, i vasi, le acquasantiere, gli albarelli erano caratterizzati da una decorazione floreale arricchita da tralci vegetali, fiori, grappoli di uva e con leggere baccellature che esaltavano ancor di più la forma.

L’arte figula oltre a realizzare oggetti destinati alle grandi committenze era anche dedita a realizzare oggetti tipicamente popolari; come ad esempio la capaseddha, la capasa, lu capasunu per conservare il vino, le olive, i fichi secchi i cereali; la pignata e la thiedda, per la cottura delle fave e di altre delizie della cucina contadina; le raste, ossia i vasi per i fiori; piatti, bicchieri e tazze, decorate con semplici bordi e puntini blu, o con il tipico galletto che trottella su un fondo chiaro pavoneggiandosi con la sua cresta rossa ed un enorme pennaggio blu. Questa variegata produzione di manufatti continua a resistere, anche se in misura più lieve rispetto ai secoli passati, grazie alla capacità di chi ha saputo tramandare e recuperare i processi di trasformazione dell’argilla in ceramiche di pregiato valore ed inimitabili perché frutto di un unico e solo momento creativo dell’artista.

Passeggiando per il centro storico e dintorni sarà possibile fermarsi in qualche negozietto caratteristico ed acquistare oggetti dell’artigianato locale in creta, in ferro battuto e preziosi ricami fatti a mano, e magari ammirare il maestro all’opera mentre con una pennellata da un tocco di colore ad un piatto e la merlettaia procede il suo paziente lavoro di ago e filo.
Alcuni esercizi sono aperti anche la domenica e nei giorni festivi.

da www.martinafrancatour.it

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